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Venerdì 22 Settembre 2017 | 10:02

5.000 tetti d'amianto in Puglia, anche scuole

2.751 hanno dimensioni superiori a 200 metri quadri e 1.706 superiori ai 500. In prevalenza si tratta di coperture di capannoni industriali. Sono i risultati della "Mappatura di dettaglio", condotta dall'Istituto di inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche
BARI - Sono circa cinquemila i tetti in amianto in Puglia: 2.751 hanno dimensioni superiori a 200 metri quadri e 1.706 superiori ai 500. In prevalenza si tratta di coperture di capannoni industriali e, tra le strutture pubbliche, ci sono molte scuole. Sono i risultati della "Mappatura di dettaglio", condotta dall'Istituto di inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche, nell'ambito dell'azione di monitoraggio dei siti potenzialmente inquinati finanziata dalla misura 1.8 del Por Puglia.
L'iniziativa ha potuto beneficiare della disponibilità di riprese aeree girate sul territorio regionale nell'estate 2004 per il Programma operativo nazionale (Pon) Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia-progetto Sita (Sistema informativo per la tutela dell'ambiente), coordinato dal Comando generale dei carabinieri.
La mappatura dell'amianto è stata presentata oggi, nella sede della Presidenza della Regione Puglia, dall'assessore regionale all'ecologia, Michele Losappio, dal capoufficio sistemi telematici del Comando generale, colonnello Maurizio Ferla, dal direttore del Cna-Iia, Ivo Allegrini, e da Vito Uricchio del Cnr-Irsa.
La base dei dati - è stato detto - è costituita da immagini del sensore iperspettrale aviotrasportato Mivis (Multispectral infrared & visibile imaging spectrometer) e il piano di volo è stato articolato in 125 'strisciatè per una lunghezza complessiva di circa ottomila chilometri e ha permesso di coprire quasi due milioni di ettari di terreno corrispondente all'intera superficie della Puglia.
A proposito del Sita, invece, il colonnello Ferla, responsabile del progetto, ha annunciato che entro il mese di ottobre sarà operativa una banca dati con cinquecento postazioni per accedere a informazioni utili per la lotta alla criminalità ambientale. «Avremo a disposizione - ha detto - cartografie del territorio, ortofoto da aereo e da satellite e immagini del Mivis. La banca dati avrà come sede centrale Napoli e interesserà in una prima fase Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna, per estendersi poi a tutto il territorio nazionale».
«Con la mappatura dell'amianto - ha detto Losappio - è stato aggiunto un ulteriore tassello all'attuazione delle politiche di governo del territorio regionale, orientate a garantire la qualità ambientale, la prevenzione e la riduzione dei rischi per la salute dei cittadini e per l'ambiente». Losappio ha poi annunciato che «i lavoratori della Bridgestone ci hanno segnalato la presenza di amianto sui tetti dello stabilimento e per conoscere la situazione parlerò con i dirigenti dell'azienda».
«L'assessorato all'Ecologia, di concerto con quello alla Sanità e con Arpa, Cor, Ares e Spesal - ha aggiunto Losappio - è impegnato nella definizione di un disegno di legge che mira alla sburocratizzazione e all'accelerazione delle procedure amministrative, a salvaguardare le misure di sicurezza e a ridurre i costi di rimozione e smaltimento dei materiali contenenti amianto».
Uricchio ha sottolineato infine che «a ciascuna amministrazione comunale sarà consegnato un "data base" con l'indicazione dei tetti di propria competenza. Ma anche i privati devono attivarsi per una soluzione del problema».

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