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Giovedì 21 Settembre 2017 | 23:23

Foggia - Un Rosario davanti al cinema

E' la forma di protesta del parroco della chiesa di San Luigi, don Guglielmo Fichera, contro la proiezione del discusso film «Il Codice da Vinci». Anche un sito web
FOGGIA - Preghiere e recita del rosario contro il «blasfemo» Codice da Vinci. Viene accolta così, davanti al cinema Capitol di Foggia, la programmazione del film «Il Codice da Vinci» da una trentina di fedeli guidati dall'inarrestabile don Guglielmo Fichera, parroco della chiesa di San Luigi. Anche stasera, per il terzo giorno consecutivo, il sacerdote guiderà la protesta contro il film di Ron Howard ispirato al best seller di Dan Brown. Un film - dice don Guglielmo - che «offende e ingiuria Gesù Cristo; manipola e stravolge la storia della Chiesa; distrugge e sbeffeggia la fede e la dottrina cattolica fondamentale; infanga, diffama, squalifica e delegittima la Chiesa e la religione cattolica».
Quindi, contro chi offende la religione cattolica, il parroco ha chiamato a raccolta un plotoncino di fedeli delle parrocchie foggiane di Gesù e Maria, di Sant'Antonio da Padova, del Sacro Cuore e dell'Immacolata, e ha dato il via alla protesta che si tiene dalle 19,15 alle 23, proprio mentre la gente si reca al cinema.

«Sia ben chiaro - spiega don Guglielmo - noi ci teniamo a distanza dal cinema: preghiamo e distribuiamo volantini per fare controinformazione rispetto al contenuto della pellicola, sempre nel rispetto del diritto all'informazione. In due sere abbiamo distribuito circa 10mila volantini e abbiamo incontrato tante persone che ci hanno raccontato i propri problemi, e alle quali abbiamo dato appuntamento in parrocchia».
Quindi, quella del parroco è un'opera «apostolica» con la quale si vogliono «rivitalizzare i fedeli che si erano allontanati dalla chiesa».
Perchè a don Guglielmo, che a 18 anni («quando non avevo le idee chiare»), era un militante dell'ultrasinistra e aveva sposato le idee di chi voleva 'servire il popolo', «non interessano le cretinate che scrive Dan Brown, ma convicere la gente a non dare all'autore del celebre romanzo, e ai produttori del film, i propri soldi per vedere una pellicola che racconta una serie di frottole».
E per rendere più scoppiettante la sua iniziativa il parroco ha deciso di diffondere il proprio pensiero anche sul web, attraverso il sito www.fedeecultura.it (1.500 contatti in tre giorni), dal titolo dell'omonima rivista che egli stesso ha fondato e alla quale collabora un gruppo di redattori che don Fichera chiama «i giornalisti di Gesù». Dal sito il sacerdote lancia strali contro Dan Brown e parla di «diffamazione e vilipendio della religione cattolica a mezzo stampa e film» e denuncia le «falsità e gli imbrogli del Codice da Vinci».

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