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Martedì 19 Settembre 2017 | 15:43

Puglia - Colpi e veleni in Giunta

Il presidente della Regione, Nichi Vendola, dopo l'attacco arrivato dalla Margherita si dice amareggiato, ma non turbato. Il dissenso sull'assessorato alla Sanità, quello all'Ambiente e quello alle Attività produttive. La difesa sulla Legge per la famiglia: indietro non si torna

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BARI - Si è detto «amareggiato ma non turbato» il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, dopo l'attacco arrivato ieri alla sua giunta dalla Margherita che ha lamentato «difficoltà di rapporto con gli assessori», sottolineando che «la giunta spesso si comporta come se non fosse espressione dei consiglieri di maggioranza».
Vendola ne ha parlato introducendo i lavori del summit del centrosinistra che si stanno tenendo in un albergo di Bari per discutere dei risultati elettorali e per fare il punto sullo stato di attuazione del programma della giunta alla Regione, ad un anno dal voto regionale. Al vertice, oltre a Vendola, partecipano assessori e consiglieri regionali e segretari di partito.
Ieri i rappresentanti della Margherita, in un incontro con i giornalisti, avevano duramente attaccato l'esecutivo di centrosinistra, una giunta - hanno detto - che «si comporta come un corpo a sè stante», ed hanno chiesto un maggiore raccordo tra giunta e maggioranza. Il dissenso dei diellini riguarda, in particolare, tre settori: l'assessorato alla Sanità, quello all'Ambiente e quello alle Attività produttive. Parlano di «inconsistenza politica ed operativa» e lamentano difficoltà di comunicazione tra maggioranza e giunta.

Vendola nel suo intervento odierno ha ribadito che quella della concertazione è la strada scelta dalla giunta sin dal primo momento e ha respinto l'accusa di leggi elaborate dal solo esecutivo: «Tutti i provvedimenti - ha detto - sono predisposti con un'ampia consultazione delle parti interessate».
Vendola ha anche anticipato che non farà «un solo passo indietro» rispetto all' art.22 del disegno di legge - approvato dalla giunta - sui servizi sociali, meglio conosciuto come 'la legge sulla famiglià. L' art.22 definisce i soggetti destinatari degli interventi previsti dalla legge come 'unioni solidaristichè, di fatto equiparando le coppie di fatto alle famiglie tradizionali. I cattolici del centrosinistra chiedono, invece, che questo articolo venga stralciato e considerato a parte nell'ambito della discussione che si aprirà sul testo in Consiglio regionale.

VENDOLA, SU LEGGE FAMIGLIA NON SI VA INDIETRO
Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola (Prc), non intende fare alcun passo indietro sul disegno di legge sui servizi sociali, meglio conosciuto come il ddl sulla famiglia, che è stato recentemente approvato dalla giunta regionale di centrosinistra e che ha provocato polemicamente, soprattutto in ambienti cattolici perchè equipara le unioni solidaristiche alle famiglie tradizionali.
La richiesta fatta dalla Margherita è di separare il tema dei servizi sociali dal problema della definizione dei soggetti beneficiari degli interventi previsto dal testo di legge.
«Quello che non si può rivedere - ha detto Vendola - è il punto di mediazione. Da un lato c'è la famiglia tradizionale, protetta dall' art.29 della Costituzione e in qualche maniera blindata dall' art.132 della Costituzione e a questo proposito sono disponibile ad implementare tutto quello che si può implementare». «Poi - ha proseguito - c' ùè un altro punto che riguarda il principio di non discriminazione, perchè il welfare per sua natura deve essere universalistico e non può essere il coagulo di un codice morale parziale».
«Quindi - ha detto ancora - noi dobbiamo tenere insieme temi che in uno scontro radicalizzato è difficile tenere insieme. Ma io spero che non ci siano nè anticlericali nè neoclericali e che possa vincere la capacità di ascoltare reciprocamente le proprie ragioni».
«Io - ha proseguito Vendola - ho ascoltato ogni singola parola non solo del mondo cattolico ma anche del vertice episcopale e penso che ascoltare, approfondire e capire veramente quello che dicono gli uni ma anche quello che dicono gli altri, cercare di sgomberare il campo dalle paure che gli uni e gli altri possono avere, sia un dovere etico, per ricostruire un'etica pubblica».

IN GIUNTA UN AVVICENDAMENTO SOLO STAFFETTA
«Non ci sarà un rimpasto in Giunta, ci sarà un avvicendamento»: ha precisato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
«Il rimpasto è un tema politico, l'avvicendamento è un tema tecnico e quindi - ha detto Vendola riferendosi alla staffetta tra i Verdi Paola Balducci e Mimmo Lomelo - ci sarà solo un avvicendamento relativo alla postazione dell'assessorato al Diritto allo Studio guidato da Paola Balducci».
Vendola ha detto anche che «non è mai stata in discussione la postazione dell'assessore regionale al Turismo, Massimo Ostillio (Udeur), che resta un prezioso membro della mia Giunta».

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