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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 13:14

Natuzzi chiude 5 stabilimenti su 8

I tre salottifici saranno a Santeramo in colle (Bari), nell'Asi di Jesce (Matera) e a Ginosa (Taranto). Previsti 200 esuberi. Sono questi i punti salienti del piano industriale 2006-2008
MATERA - Riduzione del numero degli stabilimenti da otto a tre, esubero di 200 dipendenti, investimenti per dieci milioni di euro. Sono questi i punti salienti del piano industriale 2006-2008 della Natuzzi, presentato ieri a Bari.
A illustrarlo è stato il direttore del personale del gruppo, Enrico Carta, alla sede di Confindustria, davanti ai sindacalisti di settore di Cgil, Cisl e Uil delle province di Matera, Taranto e Bari.
La decisione di tagliare stabilimenti e personale è stata motivata con la chiusura in passivo del bilancio, che nel 2005 ha registrato una perdita di 14,6 milioni di euro (2,2 per cento del fatturato), e con la necessità di fronteggiare l' agguerrita concorrenza del mercato.
I tre stabilimenti di produzione saranno a Santeramo in colle (Bari) in località Jazzitiello, dove è la sede centrale del Gruppo, nell' area industriale di Jesce a Matera e a Ginosa (Taranto). Il magazzino del prodotto finito sarà a Matera La Martella.
Le attuali produzioni di taglio e cucito fodere dello stabilimento materano, che opera con 300 addetti, saranno trasferite a Laterza (Taranto), quelle di cucito tessuto e assemblaggio a Ginosa (Taranto). Natuzzi ha confermato che, compatibilmente con il flusso di ordini, verrà confermata l' attuale capacità produttiva.
Sul piano dell' occupazione, i dirigenti del gruppo hanno annunciato che, accanto ai 307 addetti attualmente in cassa integrazione straordinaria (in scadenza il 9 giugno prossimo), ci sarà un ulteriore esubero di 200 addetti. Saranno addetti indiretti della produzione e personale degli uffici.
Natuzzi ha annunciato investimenti per dieci milioni di euro in tre anni nei settori tecnologico, informatico e formativo.
«E' possibile uscire dalla situazione di crisi - ha detto Carta - con il miglioramento dell' organizzazione del lavoro, l' innovazione tecnologica e di processo, l' eliminazione delle inefficienze, la riduzione dei costi delle strutture centrali e di servizio».
Le parti torneranno a confrontarsi sul piano in data da concordare, prima della conclusione del periodo di cassa integrazione straordinaria al 9 giugno.

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