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Martedì 26 Settembre 2017 | 15:00

Entro l'anno Igp per ciliege Terre di Bari

La buona novella l'ha portata l'assessore provinciale all'Agricoltura, Anna Paladino che ha spiegato che lo scorso 28 marzo al ministero delle Politiche agricole si è concluso l'iter
BARI - Lo sviluppo della cerasicoltura in provincia di Bari e in Puglia passa per l'innovazione e la ricerca, la tutela comunitaria (IGP - Indicazione geografica protetta) della produzione e l'azione di valorizzazione.
Questo, in sintesi, quanto emerso dal convegno «La valorizzazione della cerasicoltura in Terra di Bari» promosso e organizzato dal Centro Ricerche Bonomo (CRB) in collaborazione con l'Assessorato provinciale all'Agricoltura, svoltosi ieri sera a Bitetto. A fronte del clima mesto determinato dalla perdita della produzione di ciliege nella zona del sud-est barese (Sammichele, Turi, Acquaviva, Putignano e Gioia del Colle) colpito da nubifragi e grandine l'altro ieri, la platea d'imprenditori e imprenditrici agricoli è stata risollevata dalla notizia del riconoscimento ormai prossimo, entro la fine dell'anno, dell'attribuzione del marchio comunitario IGP alla «Ciliegia di Terra di Bari» (quattro cultivar: Burlat, Moreau, Giorgia e Ferrovia). La buona novella l'ha portata l'assessore provinciale all'Agricoltura, Anna Paladino che ha spiegato che lo scorso 28 marzo al ministero delle Politiche agricole si è concluso l'iter procedurale. Ma la tutela contro contraffazioni e concorrenza sleale da sola non può bastare da sola a sostenere un settore che ha una produzione media in provincia di Bari di circa 47.000 tonnellate, che rappresenta il 96% di quella regionale e il 34% di quella nazionale.

Occorre puntare sulla ricerca che deve seguire due linee parallele: nuove cultivar di ciliegie a maturazione precoce e più resistenti (sono già 15 quelle in sperimentazione al Centro di cerasicoltura di Conversano) e la conservazione post produzione (frigo conservazione con atmosfera controllata sperimentata la Centro ricerche «Bonomo» (CRB) di Andria). Il tutto per allungare il periodo d'offerta del prodotto, attualmente di solo due mesi, favorire il trasporto sui mercati esteri e controllarne l'immissione sul mercato, tutelando i prezzi, come hanno sostenuto il coordinatore dell'assessorato provinciale all'Agricoltura Angelo Di Pierro e il presidente del CRB Gianfranco D'Autilia.
Ma i ricercatori devono confrontarsi più spesso con i produttori, per evitare che sia fine a se stessa. Lo ha richiesto il presidente del consorzio di produttori COAP Paolo Tarantini. Del resto la provincia di Bari intende «sfruttare» al meglio i suoi numerosi centri ricerca (CRB, Basile Caramia di Locorontondo, Centro di cerasicoltura di Conversano, ) perchè, ha sostenuto il presidente Vincenzo Divella, la concorrenza sui mercati si vince anche con la ricerca. Non solo l'Ente è impegnato a favorire i contatti tra produttori e buyers, sostenendo la partecipazione alle più importanti fiere internazionali.

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