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Lunedì 25 Settembre 2017 | 01:11

Droga: condannata avvocato barese

Al termine del processo con rito abbreviato, quattro anni di reclusione alla penalista Alessandra De Filippis, di 38 anni, ex difensore di numerosi collaboratori di giustizia
BARI - E' stata condannata alla pena di quattro anni di reclusione la penalista barese Alessandra De Filippis, di 38 anni, ex difensore di numerosi collaboratori di giustizia, arrestata dalla polizia il 21 gennaio del 2005 con altre cinque persone. A De Filippis erano contestati i reati di concorso in detenzione ai fini di spaccio di ingenti quantitativi di cocaina, detenzione di una pistola, calunnia e ricettazione di assegni rubati.
La condanna è stata inflitta al termine del processo con rito abbreviato celebrato dinanzi al gup del Tribunale di Bari Anna Polemio. A sei anni di reclusione è stato condannato l'ex collaboratore di studio della penalista, Michele Oreste, di 33 anni; cinque anni per il pregiudicato trentottenne Giuseppe Lavermicocca. Altre tre persone avevano patteggiato la pena nei mesi scorsi.
Dalle indagini della Dda di Bari è emerso che la donna avrebbe compiuto i reati che le vengono contestati per aiutare Oreste, coinvolto in vicende legate ai traffici di droga. L'uomo aveva anche problemi economici e si era per questo indebitato. Per sostenerlo, l'avvocatessa - sempre secondo la Dda - prese parte allo spaccio di droga per conto di Oreste e chiese al clan mafioso barese dei Capriati un prestito di 1.500 euro (ottenendone 950) per pagare una pendenza relativa a una fornitura di cocaina. Per estinguere i debiti si impegnò - secondo l'accusa - a consegnare una pistola e assegni rubati.
Le condotte contestate alla penalista fanno riferimento a comportamenti che ella avrebbe tenuto concordando con altri indagati il pagamento e il ritiro di sostanze stupefacenti e ricettando assegni rubati; la calunnia fa invece riferimento al fatto che la donna avrebbe accusato ingiustamente una persona di averle accordato un prestito a tassi usurari per discolparsi di aver consegnato assegni che erano risultati rubati.
Al centro delle indagini c'erano forniture di cocaina che il pregiudicato Lavermicocca avrebbe consegnato - secondo l'accusa - a Oreste e, in un'occasione, a De Filippis: complessivamente 500 grammi di cocaina nella primavera-estate del 2002 e altre più modeste nel maggio 2004. Per queste forniture - sempre secondo la Dda - Oreste, che spacciava droga nel rione Palese di Bari, doveva pagare 25.000 euro a Lavermicocca, debito che però non era in grado di onorare. Per questo sarebbe stato picchiato e minacciato, violenze che lo avrebbero spinto a chiedere aiuto a De Filippis che si accompagnava molto spesso con Oreste presentandolo a volte come suo fratellastro (circostanza questa ritenuta non vera dalla polizia), a volte come suo collaboratore di studio.

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