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Martedì 26 Settembre 2017 | 05:46

Gay mai più discriminati: nasce Rete tra enti locali

Nascerà a giugno, alla vigilia del Gay Pride di Torino. Oggi dibattito al Forum Pa. Tra gli altri, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ed il deputato Ds Franco Grillini
ROMA - E' fissata per il 16 giugno, alla vigilia del Gay Pride di Torino, la nascita ufficiale della Rete anti-discriminazione tra Comuni, Province e regioni italiane (RED), le cui premesse sono state poste oggi in un dibattito su Pubblica amministrazione e diversità svoltosi nell'ambito del Forum Pa, presenti fra gli altri il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ed il deputato Ds Franco Grillini. Si tratta di un'iniziativa che prende le mosse dalle esperienze già compiute nei comuni di Roma e Torino per promuovere una cultura che superi la discriminazione nei confronti di orientamenti sessuali diversi, e che dovrebbe appunto approdare superato l'appuntamento con le prossime amministrative - ad un protocollo di intesa fra le due città, aperto anche alle altre amministrazioni, per un coordinamento permanente a favore di quanti incontrano difficoltà anche con l'amministrazione per la loro identità di genere. «Oggi abbiamo posto le premesse, le alleanze ed i valori culturali di questo protocollo ha detto Mariella Gramaglia, assessore alle Politiche per la Comunicazione e le Pari opportunità di Roma, cui hanno per ora annunciato la loro adesione anche altre città come Padova, Venezia e Bologna». Nel ruolo di pilota, appunto, la Capitale e Torino, grazie alle iniziative avviate dalla stessa Gramaglia e dall'assessore all'Istruzione del capoluogo piemontese Santina Vinciguerra. Iniziative più mirate sul fronte dell'educazione scolastica a Torino, dove è nato un percorso didattico sul diritto all'identità omosessuale e trans, con una mostra itinerante, un video ed un manuale per gli educatori -, più centrate invece sulla comunicazione a Roma, con un campagna informativa, manifesti e depliant diffusi in citta , una formazione specifica degli addetti alle relazioni con il pubblico e l'avvio nei mesi scorsi, in collaborazione con Arcigay, della linea telefonica Gay Helpline. «Tutte le cittadine ed i cittadini torinesi - ha detto fra l altro Vinciguerra, soffermandosi su un esperienza partita da una decisione di giunta nel 2001 e condotta in collaborazione con le associazioni - di qualunque origine, orientamento sessuale e identità di genere, devono poter vivere in un clima di accoglienza e di rispetto reciproco, sentirsi parte di una società aperta, libera ma anche solidale» . «Milioni di persone sono omo, lesbiche o trans - ha detto da parte sua Grillini - ma molti ancora si nascondono e vivono con sofferenza la loro diversità - Promuovere la cittadinanza attiva vuol dire aiutare queste persone ma anche sollecitare gli enti locali ad entrare nella rete, perchè il permanere del pregiudizio danneggia anche l'intera comunità». Ancorato ad un discorso più generale, su di una riforma del welfare che garantisca l'universalità dell'accesso ai servizi ma anche la possibilità per tutti di affermare pienamente la propria soggettività, l'intervento di Vendola. «Il concetto di cittadinanza che abbiamo conosciuto finora è povero e parziale - ha detto il presidente della Puglia, soffermandosi sulla nuova legge regionale sul welfare ora all'esame della commissione consiliare - e deve essere superato, facendogli comprendere anche quel pluralismo di soggettività che esiste nella società concreta».

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