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Lunedì 25 Settembre 2017 | 17:24

Bari - Udienza rinviata per presunta farma-truffa

Non essenso stato costituito il collegio peritale, il processo slitta al 25 maggio. L'inchiesta della locale Procura riguarda un danno stimato al SSN per 20 milioni di euro. Coinvolte 8 case farmaceutiche
BARI - Non essendo riuscito ad individuare i nominativi di professionisti disposti a far parte del collegio peritale che dovrà verificare la validità e il rispetto dei modelli organizzativi adottati da otto case farmaceutiche, per le quali l'accusa ha chiesto l'interdizione dall'attività, il gip del Tribunale di Bari Chiara Civitano ha rinviato al 25 maggio prossimo l'udienza durante la quale dovrebbe conferire l'incarico ai periti.
Il procedimento cautelare riguarda l'inchiesta della Procura di Bari su una presunta farma-truffa da 20 milioni di euro ai danni del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Le otto aziende per le quali il pm inquirente, Ciro Angelillis, ha chiesto la misura di interdizione sono: Bracco, GlaxoSmithKline, Biofutura, Novartis, AstraZeneca, Lusofarmaco, Recordati e Bristol, indagate nell'ambito del procedimento sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, disciplinato dalla legge 231 del 2001. Nel procedimento è indagata anche la Pfizer, per la quale la misura interdittiva è stata chiesta successivamente e sulla quale si discuterà il 18 maggio prossimo dinanzi al gip.
La perizia - a quanto è dato sapere - sarà compiuta da esperti in gestione d'impresa sui documenti prodotti dall'accusa e dalle difese delle otto società. Queste ultime, nelle scorse settimane, tramite i propri legali, hanno prodotto al gip una mole di documenti in base ai quali ritengono di aver dimostrato che i nuovi modelli organizzativi adottati sono tali da impedire il compimento di una serie di reati che la Procura di Bari contesta anche ad alcuni loro dipendenti (in concorso con farmacisti e medici di base) con riferimento agli anni 2002 e 2003. Inoltre, la difesa ritiene che manchino i presupposti per applicare la legge 231/2001.
Secondo il pm Angelillis, la truffa è stata compiuta da diverse associazioni per delinquere composte da dirigenti, capi area e informatori scientifici delle case farmaceutiche, in concorso con farmacisti e medici di base compiacenti. Alle 126 persone coinvolte nel procedimento sulle persone fisiche è stata notificata nel gennaio scorso la richiesta di rinvio a giudizio.

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