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Giovedì 21 Settembre 2017 | 23:06

Fa imparare inni santo patrono ai bimbi: denunciato preside

L'esposto - che vuole accertare tutti gli eventuali abusi, compreso quello di interruzione di pubblico servizio - è stato presentato da Giacomo Grippa, responsabile del circolo leccese dell'Uaar, Unione atei agnostici razionalisti, e riguarda il dirigente della scuola elementare di Cavallino (in provincia di Lecce)
CAVALLINO (LECCE) - Nelle ore di lezione i bambini hanno imparato canti dedicati alla festa del patrono: per questa ragione il dirigente della scuola elementare di Cavallino, in provincia di Lecce, è stato denunciato con un esposto, inviato al responsabile regionale e alla Procura di Lecce, che ha lo scopo di accertare tutti gli eventuali abusi, compreso quello di interruzione di pubblico servizio. L'iniziativa è di Giacomo Grippa, responsabile del circolo leccese dell'Uaar, Unione atei agnostici razionalisti, associazione italiana di atei e agnostici, completamente indipendente da forze politiche o da gruppi di pressione di qualsiasi genere, costituita legalmente nel 1991.
L'esposto è scattato dopo la segnalazione all'Uaar da parte di alcuni degli docenti della scuola elementare.
«Non è giusto sacrificare e sovrapporre queste pratiche religiose alle normali attività scolastiche in cui sono impegnati bambini di altro orientamento», afferma Grippa.
Una pratica, a detta dei responsabili dell'Uaar, «antigiuridica» perchè ritenuta estranea alla scuola e alle sue finalità istituzionali.
«Pratiche confessionali, - aggiunge Grippa - di una parte che, se pur discutibilmente maggioritaria, non può ledere i principi supremi del nostro orientamento giuridico, in primis la laicità, come afferrato da alcune sentenze della Cassazione». «Non contestiamo la preparazione degli inni patronali, così come la partecipazione a precetti o la celebrazione di riti, ma il fatto che - precisa Grippa - essi diventino oggetto di lezione, quando potrebbero essere tranquillamente svolti, sempre nelle scuole, ma al di fuori dell'orario scolastico, oppure nelle parrocchie, ricordando la facoltà, prevista dal nostro ordinamento giuridico, da parte di docenti e degli stessi studenti, di non prendervi parte».

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