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Venerdì 22 Settembre 2017 | 04:51

Bari in festa per San Nicola

In un clima a metà strada tra il folcloristico e la sagra paesana, si svolgono in città i festeggiamenti del santo patrono alla presenza di centinaia di migliaia di persone
BARI - Un mix di religione, superstizione e laica voglia di divertirsi: si festeggia così anche quest'anno a Bari la festa di san Nicola, il santo dei forestieri, l'antico vescovo di Myra il cui culto unisce da quasi un millennio Oriente e Occidente, cattolici e ortodossi.
In un clima di festa a metà strada tra il folcloristico e il paesano si svolgono i festeggiamenti del santo patrono di Bari alla presenza di centinaia di migliaia di persone che, già ieri sera, hanno affollato le strade del centro murattiano e il lungomare di Bari per assistere al corteo storico che ricorda la traslazione delle ossa del santo da Myra (in Asia Minore, dove fu vescovo) a Bari ad opera di un gruppo di 62 eroici marinai baresi. Era il 9 maggio 1087. Tra i pellegrini c'è anche un gruppo di fedeli che ha raggiunto Bari da Vasto (Chieti) dopo sette giorni di cammino: hanno cominciato il loro viaggio a piedi il primo maggio.
Dopo il corteo storico di ieri sera, che da anni riesce ad unire tradizione ed innovazione, oggi la statua di san Nicola, dopo la messa officiata sul lungomare dall'arcivescovo di Bari Francesco Cacucci, è stata portata in mare per ricordare l'epica impresa dei marinai. Ad accoglierla una folla festante, ogni anno più vasta, attirata sul lungomare anche dalla bellissima giornata di sole e dall'esibizione di giochi pirotecnici per la prima volta colorati con tinte quasi fluorescenti.
Proprio i fuochi, tre anni fa, per un errore di montaggio delle batterie, colpirono otto gozzi di pescatori carichi di pellegrini e provocarono il ferimento di parecchie delle persone a bordo, nessuna tuttavia in modo grave, anche per la tempestività dei soccorsi. Ovviamente si gridò al miracolo perchè non ci furono vittime.
Da allora le misure di sicurezza sono state rafforzate e alle barche, durante l'esibizione dei fuochi, non è consentito avvicinarsi alle batterie pirotecniche prima e durante l'esibizione. Per salire sulla miriade di barchette dei pescatori, o sui gommoni di improvvisati marinai che raggiungono la statua del santo trasferita su un peschereccio, ogni pellegrino deve sborsare 5 euro, la stessa somma che si paga per acquistare dalle bancarelle un pesciolino rosso in un piccolo acquario in plastica.
Quest'anno, inoltre, la festa ha subito un'innovazione scenografica che nessun regista aveva osato immaginare negli ultimi dieci anni: i festeggiamenti non si svolgono più all'ombra dell'ecomostro di Punta Perotti, i cui due edifici principali, quelli che chiudevano a sud l'orizzonte, sono stati abbattuti il mese scorso. Ma sul lungomare in pochi dimostrano di essersi accorti del cambiamento, quasi fosse ormai un lontano e labile ricordo. In tanti, invece, fanno notare di essere costretti a respirare esalazioni nauseabonde provenienti da due penisolette di alghe (una all'altezza di piazza Diaz, l'altra di largo Giordano Bruno) lasciate a marcire sotto il sole. Altra puzza sale dagli scogli all'altezza dell'ex albergo delle Nazioni, un'altra zona centrale del lungomare.
Cattivi odori che i pellegrini e i baresi sono stati costretti a subire, ma che hanno giudicato - come riassume la sessantenne barese Elisabetta Lorusso - «uno sgarbo sia nei nostri confronti e sia nei confronti del santo patrono». Per fortuna stamattina c'era una provvidenziale brezza marina che ha alleviato i disagi provocati dai cattivi odori. Almeno a questo ha pensato san Nicola.

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