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Domenica 24 Settembre 2017 | 12:13

Aldo Pugliese resta alla guida di Uil Puglia

Gli altri componenti della segreteria regionale sono Alfonso Galiano, Vera Guelfi, Arturo Minervini, Vincenzo Posa e Giuseppe Salamon, mentre tesoriere è Oronzo Bufano
BARI - Aldo Pugliese resta alla guida della Uil Puglia. La decisione è stata presa al termine del congresso della Uil di Puglia e di Bari, chiusosi nella tarda mattinata al Centro Congressi «Porto Giardino di Monopoli, dopo tre giorni di lavori su «La Puglia che cresce». Gli altri componenti della segreteria regionale sono Alfonso Galiano, Vera Guelfi, Arturo Minervini, Vincenzo Posa e Giuseppe Salamon mentre tesoriere è Oronzo Bufano. Sono stati anche eletti i componenti del Comitato centrale, i sindaci revisori e i probiviri nonchè la Direzione regionale, composta da diciannove dirigenti in rappresentanza dei territori e delle categorie. Il documento finale è stato votato all'unanimità dai 270 delegati. «La Puglia che cresce - si legge nell'ultimo passaggio - come noi la desideriamo e la disegniamo per il domani, deve partire da buone norme legislative e con regole certe per l'intera popolazione. In un periodo di crescente evoluzione della nostra regione, dalle svolte politiche a quelle sociali, tese a capovolgere le indisponibilità e l'imprecisione praticate in precedenza, tutti gli attori e i protagonisti pugliesi sono invitati a riflettere meglio su come intendono contribuire a creare le prospettive di sviluppo della regione; e chiedersi se è il caso o meno, di avvertire una maggiore consapevolezza e responsabilità per rientrare sui binari dello sviluppo».
«Sosteniamo e conveniamo, perciò - si legge ancora nel documento originale della Uil - sul grande sforzo che i nuovi amministratori dell'Ente portano avanti. Le loro ambizioni rispecchiano buona parte dei nostri propositi».
Insomma, la Uil di Puglia ribadisce che la svolta può arrivare soltanto puntando sull'innovazione e aprendosi ai nuovi grandi mercati dell'Oriente. Perciò rivolgendosi al mondo politico ed imprenditoriale, locale e nazionale, invita «a non considerare l'Asia come un nemico. Le nuove frontiere del mercato rappresentano infatti una grande occasione per l'economia della Puglia e del Mezzogiorno. E' l'ultimo treno che passa per il Sud e non possiamo permetterci di perderlo. Grandi Paesi come Cina e India devono essere per noi una sfida da affrontare con entusiasmo e competenza, tutti insieme, trasformandoli da concorrenti di importanti settori del nostro sistema produttivo in una immensa opportunità per l'area del Mediterraneo». Da qui in avanti - si legge nel documento - spetta alla Puglia e al Mezzogiorno essere capaci di diventare parte privilegiata per il traffico commerciale con l'Oriente.
In questa ottica la Uil invita la Giunta della Regione Puglia «a fare squadra per raggiungere questi importanti obiettivi ed accelerare ogni investimento per dotare il nostro territorio di piattaforme logistiche adeguate, di infrastrutture, porti attrezzati per smistare le merci». Il documento finale inoltre condanna preliminarmente «ogni forma di terrorismo e violenza auspicando che le soluzioni dei conflitti possano passare attraverso gli strumenti del dialogo e della diplomazia» e contiene altri quattro paragrafi: sulla concertazione «lo strumento più idoneo al superamento della crisi sociale ed occupazionale del nostro territorio, attraverso un dialogo più serrato con il Governo regionale ed il costituendo Governo nazionale; sui mutamenti del mercato del lavoro, «con le nuove forme di occupazione che richiedono diversa e puntuale attenzione attraverso strumenti di tutela e inedite forme di avvicinamento al sindacato, che consentano anche ai giovani inoccupati, disoccupati e neo-occupati di individuare nella UIL un interlocutore efficace per specifiche tipologie di lavoro»; sulla necessità di «Democrazia morale» per la Puglia e per il Paese, «contro ogni consorteria e lobby.
«Nonostante le privatizzazioni - si legge ancora nel documento finale del congresso Uil di Puglia e di Bari - il nostro è rimasto un Paese ingessato dai troppi monopoli, dalla quantità dei cartelli legati all'energia, al gas, alle assicurazioni, agli istituti di credito, alle autostrade, alle libere professioni ed altri ancora. Abbiamo invece bisogni di imprenditori aperti al dialogo, che abbiamo lungimiranza strategica e capacità di investimento per garantire sviluppo ed occupazione»; sull'innovazione, considerata «la chiave per accedere ad un futuro di competitività. Dalla crisi si può uscire stabilendo subito pochi e chiari obiettivi qualificanti. In questo settore l'Italia non può più essere il fanalino di coda dell'Europa.
Non basta più predicare l'innovazione tecnologica quale obiettivo da raggiungere per l'apparato produttivo del Paese, per migliorare i servizi ai cittadini e rendere più moderni ed efficienti i servizi ai cittadini. Se non si rinnova, se non si costruisce il futuro, il Paese scivola inesorabilmente indietro». Un passaggio è infine dedicato anche all'unitarietà di azione con CGIL e CISL «che - conclude il documento - va perseguita».

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