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Domenica 24 Settembre 2017 | 17:54

Il piano energetico della Regione Puglia è incompleto

Le osservazioni in gran parte, critiche sono state formulate dall'amministrazione comunale di Brindisi. La questione rigassificatore e centrale a carbone • Conai: in Italia ricicliamo il 60% del legno. Risultati record al Sud • I PM10 non sono i «cattivi» dello smog • «L'abusivismo alla Baia dei Turchi di Otranto è antipatico» • Potenza - Arriva la carovana del clima
BRINDISI - Osservazioni, in gran parte, critiche sono state formulate dall'amministrazione comunale di Brindisi nel corso dell'incontro di consultazione e presentazione del Piano Energetico Ambientale Regionale (Pear) al quale hanno partecipato l'assessore regionale all'ecologia Michele Losappio e quello comunale Antonio D'Autilia. In particolare, per quanto riguarda il consumo energetico, nel Piano, secondo l'ente brindisino, manca una valutazione della domanda di energia nel prossimo futuro.

Non ci si è posti il problema di stabilire di quanta energia in più o in meno avrà bisogno la Puglia nei prossimi anni e sulla base di quali riscontri oggettivi. Si fa notare, inoltre, che «negli ultimi quindici anni l'incremento di consumi energetici nell'industria è stato solo dell'8% e che proprio l'industria incide qui da noi per il 50%. Alla luce di tali elementi - è scritto in una nota del Comune - sarà del tutto inutile prevedere aumenti della produzione di energia se non per diventare praticamente la Regione in assoluto con il più alto tasso di esportazione di energia». Piuttosto, a parere del Comune di Brindisi, «sarebbe opportuno agire sul miglioramento del livello di efficienza prestazionale del sistema energetico che in Puglia è inferiore di gran lunga rispetto al dato nazionale».

Quanto al territorio brindisino, «l'abolizione o la drastica riduzione del carbone nel Pear non viene praticamente trattata, nonostante l'alto livello di inquinamento globale che il suo uso comporta. Non viene posta in correlazione - spiega il comunicato - la volontà di diminuire il carbone con l'utilizzo di gas naturale, per evitare che l'impianto di rigassificazione previsto in Puglia possa essere utile solo ad una stretta logica imprenditoriale, non riversando alcun beneficio in termini ambientali sul territorio».

Quanto all'incompatibilità territoriale dell'impianto progettato per Brindisi dalla Brindisi Lng, il Comune mostra apprezzamento per la posizione assunta dalla Regione. Il giudizio generale, comunque, viene condizionato dal fatto che, «in definitiva, nel Pear non è stato riconosciuto ed analizzato appieno il rilevante 'pesò del contributo brindisino all'intera piattaforma energetica pugliese». Ed invece, secondo l'Ente locale, «è determinante e fondamentale che un organo sovraterritoriale come la Regione tracci dei ben delineati canali di intervento nei quali dovranno muoversi le aziende produttrici di energia elettrica, anteponendo gli effetti degli inquinamenti ambientali alle logiche imprenditoriali.

Nel documento ambientale regionale, invece - prosegue il comunicato - non si fa riferimento alla necessità di giungere ad una riduzione delle emissioni inquinanti, pur in presenza di una situazione preoccupante come quella brindisina. E sempre in tema energetico, nel Pear mancano le valutazioni relative al trattamento dei rifiuti urbani per la produzione di energia e, in particolare, alla valorizzazione del combustibile da rifiuto, il cosiddetto Cdr».
Per quanto riguarda il sistema costruttivo edilizio, a parere dell'Ente brindisino il Pear «dovrebbe contenere provvedimenti che impongano agli enti locali l'inserimento, nei regolamenti edilizi comunali e nelle pianificazioni urbanistiche, meccanismi di premialità per costruzioni edilizie che impieghino, anche in fase di semplice ristrutturazione, innovazioni tecnologiche e metodologiche costruttive propri dell'architettura bioclimatica, in concertazione con l'uso di fonti rinnovabili per la produzione di energia».

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