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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:02

L'episodio di abusivismo alla Baia dei Turchi di Otranto è antipatico»

Lo ha detto l'assessore regionale della Puglia al demanio e alla cittadinanza attiva Guglielmo Minervini sul sequestro effettuato dal Corpo Forestale che in un'area pregiata ha trovato uno stabilimento balneare
BARI - Quanto verificatosi nella Baia dei Turchi a Otranto, dove il Corpo Forestale ha sequestrato un'area pregiata divenuta stabilimento balneare, «è un episodio antipatico». Lo ha detto l'assessore regionale della Puglia al demanio e alla cittadinanza attiva Guglielmo Minervini.

«Si tratta di un tratto di costa inserita nella zona 'Sic-Zps-Laghi Alimini', una delle numerose zone pugliesi classificate Sito di Interesse Comunitario - ha aggiunto Minervini - Per questo motivo, la valutazione di incidenza sulla realizzazione di uno stabilimento balneare è favorevole ma vincolata a condizioni specifiche e cioè che 'non deve essere in alcun modo modificata la morfologia del terreno; non devono essere aperti nuovi varchi tra le dune ma utilizzati quelli già esistenti; le passerelle e le pedane devono essere in legno e devono essere posizionate in modo da non interessare la vegetazione spontanea a macchia mediterranea presente; tutte le strutture devono essere rimosse alla fine della stagione balneare.

«Queste condizioni - ha spiegato l'assessore - vincolano anche la concessione demaniale e, come ormai noto, anche se il rinnovo per l'anno in corso è recentissimo, è già avviata la procedura di decadenza proprio perchè alcuni di questi vincoli sono stati violati». Il Corpo forestale dello Stato ha posto sotto sequestro due zone nelle quali erano stati tagliati tratti di vegetazione boschiva e di macchia. Anche la Procura di Lecce si è già interessata alla vicenda. «Naturalmente - ha aggiunto l'assessore - per alcune altre verifiche e per i necessari controlli è direttamente e formalmente responsabile il Comune di Otranto».
La vicenda ha mobilitato cittadini e associazioni a difesa di uno dei più bei tratti di costa del Salento. Centinaia di e-mail, l'attivazione di un blog e una lettera aperta al governo regionale hanno reso necessaria la puntualizzazione da parte della giunta Vendola, già con un intervento dell'assessore all'ecologia Michele Losappio. «L'appello che in tanti ci hanno rivolto - ha osservato Minervini - è già pienamente contenuto nei recenti atti legislativi e di pianificazione adottati dal governo Vendola. Al governo del territorio possono concorrere i cittadini che, dimostrando attenzione, esprimono e rappresentano autorevolmente la cittadinanza attiva. E' quanto accaduto in questa occasione ed è questo livello di partecipazione che induce le istituzioni a rispondere nei fatti, comprendendo gli apporti democratici».

«La politica ambientale è pianificazione territoriale - ha argomentato Minervini - e, per questo, gran parte della programmazione regionale è trasversale alle specifiche competenze di settore. Ad esempio l'attenzione per la lunghissima costa pugliese è dell'ecologia, ma è anche dell'urbanistica, del demanio, del turismo e dello stesso sviluppo economico. Con questa consapevolezza abbiamo avviato il lavoro per la definizione della nuova legge regionale sul demanio marittimo. Abbiamo raccolto intorno ad uno stesso tavolo i rappresentati di interessi diversi e complementari: dalle associazioni ambientaliste alla federazione degli albergatori, dalle rappresentanze istituzionali di Province e Comuni alle organizzazioni degli stabilimenti balneari. Ognuno ha dato il suo apporto per concertare ogni regola contenuta nel testo che ora è già all'esame del Consiglio regionale, dove giungeranno con la forza democratica di un testo condiviso».

Alla base del testo Minervini ha ricordato alcuni punti di forza: tutela dell'ambiente costiero; difesa dei diritti dei cittadini ad usufruire liberamente e civilmente di questo stesso patrimonio; salvaguardia degli interessi delle imprese che vogliono operare per lo sviluppo a servizio del turismo balneare; responsabilità condivise dell'intero sistema delle autonomie locali e dell'ente regionale».

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