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Sabato 23 Settembre 2017 | 13:08

In carcere da innocente: torna alla pesca

Era un pescatore e quello tornerà a fare Domenico Morrone il tarantino assolto il 21 aprile scorso da un'accusa di omicidio. la sua barca si chiamerà «speranza»
BARI - Tornerà a fare il pescatore su una barca di dieci metri e mezzo della quale sarà armatore e sulla quale potrà dare lavoro a due persone Domenico Morrone, il quarantaduenne tarantino assolto il 21 aprile scorso dalla Corte d'appello di Lecce dopo aver scontato in carcere 15 anni in conseguenza di una condanna definitiva a 21 anni per l'omicidio di due studenti minorenni che non ha mai commesso.
L'annuncio è stato dato nel pomeriggio durante l'intervista che Morrone ha rilasciato a Maurizio Costanzo.
La barca per la pesca a strascico e tutta l'attrezzatura necessaria sarà offerta in comodato gratuito dal presidente della cooperativa pescatori Due mari di Taranto, Egidio D'Ippolito, che, in diretta telefonica, ha spiegato che Morrone «può tornare tranquillamente a far parte della nostra comunità». Che nome darà alla barca?, gli ha chiesto Costanzo. E Morrone: «Speranza». «Oppure Libertà», ha rilanciato il conduttore tra gli applausi dei presenti in studio.

Durante l'intervista sono state ripercorse le tappe dell'incredibile vicenda giudiziaria di Morrone (già condannato per aver ucciso il 30 gennaio 1991 con colpi di pistola Antonio Sebastio, di 15 anni, e Giovanni Battista, di 17) che si è risolta nei giorni scorsi al termine del processo di revisione voluto dai due legali dell'imputato, Claudio Defilippi e Maria Riccio, presenti in studio. Questi nei giorni scorsi avevano annunciato che intendono chiedere allo Stato un risarcimento danni tra gli 8 e i 12 milioni di euro per l'errore giudiziario patito dal loro assistito perchè - ha ribadito oggi Defilippi - si tratta «dell'errore più eclatante della storia giudiziaria italiana».

Al Comune di Taranto è stato chiesto di aiutare l'anziana mamma di Morrone che vive «in una casa popolare umida che ha bisogno di lavori di ristrutturazione». Per questo è stata avanzata richiesta al dirigente dei servizi sociali della città ionica, Ascenza De Florio, di intervenire per «dare una mano seria» alla mamma di Morrone compiendo i lavori di ristrutturazione nell'abitazione.

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