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Venerdì 22 Settembre 2017 | 06:38

Atr72, i piloti abbandonarono il comando

L'ipotesi dalla ricostruzione della procura: i piloti potevano atterrare in emergenza a Palermo invece che in mare. La tragedia costò la vita a 16 passeggeri • Familiari vittime: «no comment»
PALERMO - L'Atr 72 della Tuninter in volo da Bari a Djerba, il 6 agosto scorso poteva atterrare all'aeroporto di Palermo, evitando così l'ammaraggio al largo di Capo Gallo, che provocò 16 morti tra i passeggeri e 23 feriti. L'ipotesi emerge dall'inchiesta della procura di Palermo sulla tragedia aerea, che vede indagati, fra gli altri, il pilota e il copilota della Tuninter.
I pm Marzia Sabella e Emanuele Ravaglioli hanno acquisito in questi mesi decine di documenti, che hanno formato voluminosi faldoni in cui sono racchiusi gli elementi di prova prodotti dagli investigatori. Nonostante sull'ATR 72 ammarato fosse stato installato un indicatore di carburante adatto solo per il più piccolo ATR 42, pare che l'aereo potesse procedere senza problemi ed atterrare a Palermo.
La diversità di apparecchiatura installata, secondo quanto emerge dall'indagine, non sarebbe la causa diretta del disastro. Lo strumento utilizzato, basandosi su una diversa logica di sistema, indicava una quantità di carburante di gran lunga superiore a quella effettivamente presente nei serbatoi del velivolo, ma tutto ciò non avrebbe portato all'ammaraggio.

Nonostante l'errore dell'indicatore, infatti, l'aereo avrebbe permesso di portare a terra i passeggeri: bastava seguire il manuale, trovato a bordo dalla polizia, che prevede anche il verificarsi di queste condizioni, e che fornisce le procedure per poter atterrare.
Gli investigatori ritengono che i piloti non abbiano utilizzato il manuale. Dalle scatole nere, infatti, non emerge alcuna conversazione fra pilota e copilota che fa riferimento al manuale o alle procedure di emergenza che avrebbero dovuto eseguire, secondo quanto previsto per l'Atr 72.

Vista le modalità di conduzione del velivolo e dell'ammaraggio, vengono considerate nell'inchiesta anche le ipotesi di abbandono di comando. Infatti, nonostante il forte impatto, che ha schiacciato la cabina di comando, i due piloti sono rimasti illesi. I passeggeri che erano seduti nei primi posti sono invece tutti morti a causa dello schianto sull'acqua.
Dopo una lunga interdizione imposta alla Tuninter a volare nei cieli italiani, decisa dall'Enac in seguito ai risultati dell'inchiesta di Palermo, nei mesi scorsi l'Ente nazionale per l'aviazione civile aveva revocato il provvedimento, dando alla compagnia tunisina il permesso di riprendere i voli sul nostro territorio.

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