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Venerdì 22 Settembre 2017 | 13:52

Capolavori dell'arte grafica a Lecce

La mostra presso il museo Sigismondo Castromediano da venerdì 28 aprile al 27 agosto, per poi spostarsi a Milano dal 14 settembre al 21 ottobre alla Fondazione Stelline
LECCE - I «Vangatori» e «Le spigolatrici», di Millet, i butteri e i contadini dal volto bruciato dal sole di Fattori, i pastori silenziosi di Fontanesi, i pescatori di Greppi e i popolani di Edouard Mane: sono i protagonisti della prima sequenza di immagini suggestive della mostra «Il lavoro inciso. Capolavori dell'arte grafica da Millet a Vedova», esposta da domani al 27 agosto nel museo Sigismondo Castromediano di Lecce, e dal 14 settembre al 21 ottobre, alla Fondazione Stelline di Milano. La mostra, presentata oggi alla stampa si compone di 100 opere fra incisioni, litografie e disegni, realizzate da grandi maestri europei in oltre un secolo di storia, dalla seconda metà dell' 800 fino agli anni '70 del Novecento.
Curata da Patrizia Foglia, Chiara Gatti e Luigi Martini, l'esposizione, organizzata in occasione del centenario della Cgil, si concentra sul rapporto fra i lavoratori e gli artisti che si fecero interpreti di determinate situazione sociali, utilizzando il mezzo grafico, ora come strumento di denuncia, ora come il medium più affine al loro intento documentaristico. Mentre il lavoro incide il mondo - è spiegato nel catalogo della mostra edito da Skira - l'artista lo decifra, lo svela, gli dà un nome; e lo ritroviamo dunque ad incidere il lavoro con la china o con la matita sulla carta, con la punta e l'acido sulla lastra, producendo una ricerca estetica che rinnova i linguaggi dell' arte.

La seconda sezione della mostra è dedicata al rapporto tra città e campagna, con le trasmigrazioni delle popolazioni nei nuovi centri urbani e il relativo sviluppo viario ed edilizio, le espansioni delle attività industriali: le ciminiere svettano lungo la linea dell'orizzonte, i fumi inquinanti inghiottiscono il panorama della campagna, le case degli operai si sovrappongono le une sulle altre. I luoghi di incontro del dopolavoro, i nuovi mezzi di trasporti, i giornali illustrati, i lettori, le organizzazioni sociali sono motivi che ritornano frequentemente nella raffigurazione grafica a cavallo da Ottocento e Novecento.
Significativi al riguardo sono fogli come la «Via degli speziali in estate» di Signorini, «Il trionfo del lavoro. Allegoria per il primo maggio 1891», di Crane, «I tessitori» di Lieermann, gli «Scaricastori di carbone» di Boccioni e soprattutto, il capolavoro di Pellizza da Volpedo «Cartone» per la figura centrale di «Fiumana», che rappresenta una paesaggio ideale al mondo moderno e alla presa di coscienza, da parte dei lavoratori, della propria forza sociale.
E' in questo clima che si inserisce l'esperienza di molti artisti sensibili alle problematiche dell'epoca. L'ambizione di molti di loro è di farsi pittori popolari. Ecco allora la nascita del cosidetto reportage sociale con il coinvolgimento e la forza d'attualità di maestri come Ateinlen, in grado di rendere tangibili le pene degli umili.
La grande guerra, il Nazismo, il Fascismo, quindi il secondo conflitto mondiale, segnano duramente la storia del movimento dei lavoratori. La rinascita democrafica e il riconoscimento dei diritti sociali riconquistati determinano un più avanzato rapporto fra artisti e lavoratori, che accompagna il confronto sulle diverse ricerche estetiche. Quindi, la mostra offre un ampio spaccato della grafica italiana del secondo dopoguerra per approdare agli anni '70 e all'esperienza di autori come Guttuso, Zigaina, Vespignani, Accardi, Muccini, Romagnani, Ferroni, Migneco, Guerretti, Calabria e Vedova.
Alla presentazione della mostra hanno partecipato tra gli altri il presidente della Provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino, Achille Passoni, segretario nazionale Cgil, e il direttore del museo Castromediano, Tonino Cassiano.

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