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Giovedì 21 Settembre 2017 | 08:52

25 aprile - Cerimonia al Sacrario del capoluogo pugliese

E' stato mons. Sabino Scarcelli, capo guida della terza Legione aerea di Bari, a ricordare l'importanza della libertà, «un valore che non è acquisito e che va difeso e costruito»
BARI - E' stato mons. Sabino Scarcelli, capo guida della terza Legione aerea di Bari, a ricordare l'importanza della libertà, «un valore che non è acquisito e che va difeso e costruito» e lo ha fatto durante la cerimonia che si è svolta questa mattina, a Bari, per onorare e ricordare i 75mila caduti che riposano nel Sacrario d'Oltremare, militari morti anche nei Balcani e nel Dodecanneso che dopo l'8 settembre del 1943 rifiutarono il regime fascista e combatterono al fianco della Resistenza. Presenti il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il sindaco di Bari, Michele Emiliano e il presidente della provincia, Vincenzo Divella, che hanno depositato le corone di alloro accompagnati dai Gonfaloni della Regione Puglia, del Comune di Bari, del Comune di Ruvo e della Provincia di Bari mentre a rappresentare lo Stato c'era il prefetto di Bari, Carlo Schiraldi, accompagnato all'altare della patria dal generale della terza Legione Aerea Giovanni Mazzone. Quindi la lettura del breve messaggio del Ministro della Difesa, Martino.
«Grazie per quanto hanno fatto per noi - ha detto monsignor Scarcelli ricordando il sacrificio dei militari morti in difesa della libertà e della democrazia - Non ci possiamo permettere il disimpegno di aspettare che qualcun altro agisca per noi. Ognuno deve contribuire» perchè «la memoria degli errori e delle ingiustizia resti come un monito- ha concluso citando le parole di Giovanni Paolo II a Sarajevo - per non ripetere ingiustizie ed errori». A parlare per i partigiani, invece, Giorgio Salamanna, presidente provinciale dell'Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia) che ha ricordato «il valore della scelta compiuta da quei militari che dopo il trauma dell'8 settembre rifiutarono di arrendersi ai tedeschi. Furono - ha detto ?- oltre 600mila i soldati italiani che finirono nei campi di concentramento nazisti». Presenti numerosi esponenti dei governi locali e alcuni parlamentari e rappresentanti del centrosinistra.

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