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Martedì 26 Settembre 2017 | 07:44

Una rete transnazionale per il lavoro

Italia, Paesi Bassi, Francia e Slovacchia si sono incontrati a Giovinazzo per scambiarsi esperienze e strumenti. Ogni Paese con il proprio specifico progetto, tutti insieme per condividere informazioni
GIOVINAZZO (Ba) - Più occupazione attraverso la formazione continua e la riqualificazione professionale secondo modelli di crescita condivisa all'interno di esperienze transnazionali. E' questo il risultato di due giorni di confronto tra i partner europei del progetto «Die-Development», Italia, Paesi Bassi, Francia e Slovacchia, che si sono incontrati a Giovinazzo per scambiarsi esperienze e strumenti. Ogni Paese con il proprio specifico progetto, tutti insieme per condividere informazioni, sviluppare approcci innovativi legati a selezione e valutazione, ma anche per scambiarsi soggetti addestrati, tutor di progetto e staff.
«La rete transnazionale - dice Mariapia Cozzari, presidente dell'Anthropos, la cooperativa con il ruolo di coordinamento internazionale - rafforza e arricchisce tutti i Paesi partecipanti, perché permette di confrontarsi con realtà vicine eppure così diverse».
Nello specifico il progetto dei francesi punta a riqualificare il personale femminile (libere professioniste) del settore sanitario. Dice la rappresentante dell'Hermes, il centro di formazione professionale in Provenza: «In Francia scuola e lavoro vanno a braccetto, i nostri utenti hanno anche 50 anni, lavorano già ma proseguono a formarsi per tutto l'arco della vita professionale, per non correre il rischio di essere tagliati fuori dal mercato quando, ad esempio - puntualizza - non si riesce a stare al passo con lo sviluppo tecnologico».
La Francia patria delle manifestazioni che condizionano le scelte del Governo, ha una legge che concede un diploma di studio dopo tre anni di lavoro pratico.

Formazione e mestieri strettamente connessi anche nei Paesi Bassi (altro partner transnazionali del progetto Equal, "Die-Development", capeggiato dall'Irsem), dove la preparazione professionale abbraccia una fascia d'età che va dai 16 ai 45 anni. «Noi ci occupiamo di edilizia - dice il rappresentante di una scuola privata - ma per istruire lavoriamo a stretto contatto con i cantieri. Abbiamo cinque livelli di preparazione, dal manovale all'ingegnere, e siamo convenzionati con le strutture scolastiche pubbliche».

Altre realtà economiche poco fuori il confine italiano anche se sembrano distanti anni luce: più difficile da noi valorizzare le risorse, soprattutto al Sud.
«Con l'apertura del mercato nel 2010 - dice Mauro Abate, presidente dell'Irsem - ci sarà un notevole scossone economico. Ecco perché gli obiettivi dei nuovi piani europei puntano a conoscere e avvicinare i Paesi del Mediterraneo, come Cipro e Malta, con cui dovremo fare i conti tra poco».
In Italia il progetto europeo «Die-Development» mira a formare un gruppo di dipendenti della Pubblica amministrazione sulle tematiche dello sviluppo del territorio locale, nonché a far conoscere l'economie nel bacino del Mediterraneo.
La Slovacchia, altro partner intervenuto all'incontro transnazionale, ha come progetto quello di riqualificare gli architetti e tutti le professioni legate all'aspetto urbanistico.

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