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Giovedì 21 Settembre 2017 | 01:54

«Giusy è morta per colpa tua»

Carlo Potenza, il padre di Giusy uccisa a Manfredonia il 12 novembre del 2004, non si da pace, tanto da prendersela anche con la figlia maggiore. Amiche comuni avrebbero portato la ragazzina a prostituirsi
FOGGIA - Ha accusato la figlia maggiore della morte di Giusy e del presunto giro di prostituzione in cui sarebbe caduta la 15enne, uccisa a Manfredonia il 12 novembre del 2004. Oggi si sono appresi ulteriori particolari dell'aggressione verbale da parte Carlo Potenza nei confronti della figlia maggiore Michela. Una vicenda che ha portato, nuovamente,ieri, in carcere l'uomo, con l'accusa di evasione dagli arresti domiciliari. L'altro giorno l'uomo è uscito di casa, violando il permesso concesso dal tribunale solo per andare a lavoro, per recarsi dai suoceri dove vive Michela. Qui ha accusato la ragazza di essere «stata la causa della morte di Giusy, dovevi accudirla dovevi starle vicino». Sono le parole che Potenza avrebbe detto alla figlia, secondo quanto riferito stamani dal dirigente del commissariato di Polizia di Manfredonia che ha ricevuto la denuncia della ragazza. La violenta reazione nei confronti della figlia maggiore, che sarebbe stata colpita anche con qualche schiaffo, è venuta dopo l'udienza del processo alle due ragazze - Sabrina Santoro e Filomena Rita Mangini - accusate di aver indotto alla prostituzione la quindicenne. In aula, infatti, ha testimoniato un ragazzo che avrebbe ricevuto la confidenza della piccola vittima confermando che si prostituiva. «Hai fatto conoscere a Giusy quelle ragazze che l'hanno portata sulla cattiva strada» avrebbe accusato Carlo Potenza alla figlia. Il litigio sarebbe andato avanti se non fossero intervenuti i suoceri e alcuni familiari che hanno convinto l'uomo ad andare via. Frasi ripetute anche quando gli agenti del commissariato, dopo la denuncia della ragazza, sono andati nell'abitazione dell'uomo per arrestarlo. «La responsabilità è la sua», avrebbe ribadito Carlo Potenza agli agenti.

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