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Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:42

Bari - Truffa milionaria dell'Iva

Gdf: ammonta a 74 milioni il valore delle auto introdotte in Italia da Paesi Ue con un'evasione dell'imposta per 12 milioni. Quattro arrestati, due sono pugliesi
BARI - Ammonta a circa 74 milioni di euro il valore delle autovetture introdotte in Italia da Paesi della Comunità Europea nell'ambito di una maxi truffa ai danni dello Stato pari a 12 milioni di euro dell'Iva non versata nelle casse dello Stato italiano. Quattro le persone arrestate, due pugliesi e due campani ai quali, insieme ad altri 12 indagati sono stati sequestrati complessivamente immobili per un valore di 13 milioni. Secondo il sostituto procuratore Isabella Ginefra, infatti, l'associazione a delinquere, guidata dai due napoletani, importava auto di grossa cilindrata e di marca come Bmw e Mercedes da Germania,Spagna e Belgio omettendo di pagare l'Iva allo Stato italiano. Un meccanismo collaudato, secondo la sezione di polizia tributaria della guardia di finanza di Bari, che è stato smascherato grazie a meticolose indagini ed accertamenti condotti su una delle due concessionarie pugliesi che si prestavano alla vendita di auto, la Dimensione Auto di Altamura e l'Autoclub di Bari.
Oltre che in Puglia e Campania la truffa, secondo gli investigatori, sarebbe stata perpetrata anche nel Lazio e in Umbria dove le autovetture erano rivendute. In sostanza le auto acquistate all'estero seguivano un percorso diverso da quello indicato sulle fatture e cioè finivano direttamente nell'autoparco delle concessionarie complici e reali acquirenti dei mezzi. In tal modo, secondo la Procura, ogni concessionaria si è garantita automobili da rivendere a prezzi notevolmente inferiori e concorrenziali ed ha emesso fatture che hanno emesso fatture che hanno prodotto cospicui crediti di Iva non spettanti realmente. Tre le società fantasma e intestate a prestanome che fungevano da tramite per le operazioni fiscali, la Queen car srl di Napoli, la Dora srl di Casoria (Napoli) e la Erre Erre di Roma.
Sequestrati agli indagati, dopo circa un anno di indagini avviate nell'agosto 2005, 13 immobili per uso abitativo, un immobile industriale e un azienda.

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