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Sabato 23 Settembre 2017 | 18:41

Inchiesta «Vigne Nuove», astigiano si difende

Il direttore provinciale dell'Unione Agricoltori astigiana, Francesco Giaquinta (arrestato nell'ambito di un'operazione che ha coinvolto anche la Puglia): ho agito in buona fede
ASTI - Si è difeso oggi, davanti al gip del Tribunale di Asti, Claudia Casabona, il direttore provinciale dell' Unione Agricoltori astigiana, Francesco Giaquinta, 48 anni, arrestato la scorsa settimana nel contesto dell' operazione dei carabinieri su scala nazionale battezzata «Vigne Nuove». Assistito dal suo legale di fiducia avvocato Aldo Mirate, ha risposto a tutte le domande ed ha prodotto una memoria scritta sull' attiva svolta nell' ambito sindacale. Con Giaquinta sono accusati di associazione per delinquere volta alla truffa ai danni dello Stato ed a privati, altri 13 funzionari dell' ispettorato agrario e del mondo sindacale sparsi in varie città d' Italia. Sono accusati di aver venduto diritti fasulli per il reimpianto di vigneti estirpati. La truffa, che interessa 600 ettari di vigneti di varie regioni viticole italiane, avrebbe fruttato ai venditori di diritti, non meno di 4 milioni e 500 mila euro negli ultimi tre anni.
Il legale di Giaquinta parla di «attività svolta in perfetta buona fede a fronte di autorizzazioni ministeriali o dell' ispettorato dell' agricoltura della Puglia, regione dove negli ultimi anni si sono estirparti il maggior numero di vigneti per reimpiantarli al nord». L' avvocato Mirate ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari e la possibilità per il suo cliente di essere sentito dal pubblico ministero del tribunale di Bari Domenico Seccia che ha condotto l' inchiesta. L' interrogatorio ad Asti è stato svolto, infatti, su rogatoria del magistrato di Bari.

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