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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 20:21

Pesca col vetriolo: tre a giudizio

I pescatori tarantini sono stati arrestati a fine marzo dalla Polfer perchè sorpresi a versare veleno nelle acque del fiume Galeso per pescare con più facilità
TARANTO - Saranno processati con giudizio immediato dalla Corte di Assise i tre pescatori tarantini arrestati a fine marzo dalla Polfer perchè sorpresi versare vetriolo e solfato di rame nelle acque del fiume Galeso per pescare con più facilità. Lo ha deciso il gip del Tribunale di Taranto Luciano La Marca che, accogliendo la richiesta del pm Vincenzo Petrocelli, li ha rinviati a giudizio con le accuse di avvelenamento di acque e adulterazione di sostanze alimentari in danno della salute pubblica. I tre, che dal 13 aprile sono ai domiciliari, rischiano una condanna non inferiore ai 15 anni di carcere.
La prima udienza è stata fissata per il 29 giugno. Gli imputati sono Francesco Moschella, di 35 anni, Vincenzo Faiano e Vincenzo Annichiarico, entrambi di 23, tutti residenti nella provincia di Taranto. Vennero bloccati dai poliziotti mentre versavano nel fiume Galeso sostanze in polvere che coloravano l'acqua di blu. Le successive analisi confermarono che si trattava di vetriolo e solfato di rame, altamente nocivi per la flora e la fauna del fiume. La polizia sequestrò anche la vettura a bordo della quale i tre pescatori avevano raggiunto il Galeso, mentre in casa di Faiano, durante perquisizioni successive, venne trovato un sacchetto contenente circa un chilogrammo di solfato di rame.

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