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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 18:36

Teatro - A Taranto in scena il mobbing-Ilva

Alessandro Langiu ripercorre le tappe della vicenda che s'è conclusa l'8 marzo con la condanna in Cassazione dei dirigenti dello stabilimento siderurgico
TARANTO - Settantanove dipendenti dello stabilimento siderurgico di Taranto che rientrando dalla cassa integrazione rifiutano il mutamento della qualifica e delle mansioni imposta dall'azienda Ilva e si ritrovano così confinati nella fatiscente Palazzina Laf (Laminati a freddo): la storia - vera - è raccontata da Alessandro Langiu nell'opera teatrale "Otto Mesi in Residence".
Al suo terzo testo di teatro d'impegno civile, Langiu ha scelto di raccontare questa storia attraverso la voce di alcuni dei protagonisti: "Cataldino Sancio Parise" e "Sckatt a Contrasto" trasferiscono al pubblico la genuinità dell'angoscia legata alla negazione del diritto al lavoro. «La violenza - spiega Langiu in una nota con la quale presenta il suo lavoro - quando viene protratta e diluita nel tempo, non è visibile, secondo le leggi del clamore che suscitano immediato sdegno, condiviso. Ma è nel silenzio che si svolgono i drammi che modificano esistenze, generano paura e distanza. Nel silenzio si permette di poter distruggere vite, nella negazione dei nostri diritti fondamentali».
Lo spettacolo racconta la vita quotidiana nella Palazzina Laf attraverso Cataldino Sancio Parise, impiegato trentenne che resiste al tentativo di retrocedere alla qualifica di operaio, con la quale era entrato in acciaieria. Il giovane impiegato con il telegramma di convocazione in mano, si ritrova nella palazzina: un corridoio di trenta metri circa, lungo il quale sono distribuite delle stanze. Il piano della palazzina sembra deserto. Scopre presto che non è così.
Attraverso Cataldino si scopre chi è Skatt a Contrasto, il signor Giacca e Cravatta, il Macchia, ed il corridoio che si riempie, come una strada di tante persone, i colleghi, che camminano parlano e poi gridano. La giornata lavorativa, otto ore al giorno, si trasforma in una convivenza forzata che si sviluppa nell'impossibilità di svolgere alcuna attività lavorativa, per l'assenza totale di strumenti di lavoro.
La permanenza nella palazzina sarà lunga e dolorosa, con ripercussioni serie per l'integrità mentale di chi ci sta. Alessandro Langiu ha messo in scena l'epilogo della vicenda che si è realizzato qualche settimana fa (l'8 marzo) con la sentenza della Cassazione che ha condannato in terzo e ultimo grado la dirigenza dell'Ilva per aver confinato nella palazzina Laf, e "mobbizzato", 60 lavoratori dello stabilimento siderurgico di Taranto.

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