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Martedì 26 Settembre 2017 | 07:47

ISS: nel 2005 zero casi di Aids nel Materano

Per il tasso di incidenza dei casi di malattia notificati nel 2005 in rapporto a centomila abitanti, elaborato dall'Anlaids, la Puglia è al dodicesimo posto
TRIESTE - Nel 2005 in Italia, secondo l'ultimo rapporto del Centro Operativo Aids dell'Istituto Superiore di Sanità, i nuovi casi di Aids sono stati 1.141, meno di quelli dell'anno precedente (1.573). Il calo si è registrato in tutte le regioni meno in Puglia e in Umbria (dove c'è una crescita) e in Molise e in Sardegna (dove la situazione è stazionaria). Il dato è stato diffuso oggi dall' associazione Anlaids.
Dei 56.076 casi notificati al COA dal 1982 al 31 dicembre 2005 il 77,6% erano di sesso maschile (43.495 casi); l' 1,3% in età pediatrica o con infezione trasmessa da madre a figlio (746 casi) e il 6,8% erano stranieri (3.797 casi). Al 31 dicembre 2005 risultano deceduti 34.757 pazienti.
Se si prendono in considerazione i tassi d'incidenza - ha precisato l' Anlaids - le regioni più colpite sono la Lombardia (5,8 per centomila abitanti), l'Emilia Romagna (3,5 per centomila abitanti), la Liguria (3,3 per centomila abitanti) e l'Umbria (3,0 per centomila abitanti). Tassi di incidenza particolarmente elevati si riscontrano a Brescia (10,0 per centomila abitanti); Ravenna (8,2); Lecco (5,6); Novara (5,4); Milano (5,3) e Bergamo (5,2). Belluno, Rieti, Gorizia, Salerno e Matera sono le uniche province in Italia che non hanno fatto registrare casi di Aids nel 2005.
L'età media alla diagnosi di Aids, calcolata per gli adulti, mostra un aumento nel tempo sia tra i maschi che tra le femmine. Infatti, se nel 1985 l'età media era di 29 anni per i maschi e 24 per le femmine, nel 2005 si è passati rispettivamente a 41 e 38 anni. La distribuzione dei casi di adulti per anno di diagnosi e categoria di esposizione evidenzia come il 58,4 per cento del totale dei casi sia attribuibile alle pratiche associate all'uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa. La distribuzione nel tempo mostra un aumento della proporzione dei casi attribuibili alla trasmissione sessuale (omosessuale ed eterosessuale): quella eterosessuale rappresenta la modalità di trasmissione più frequente nell'ultimo anno. Nel 2005 in Italia sono stati notificati tre casi pediatrici di Aids, uno in Lombardia e due nel Lazio. Nel 2004 erano stati 4 i casi tra i bambini. Dal 1982 al 2005 in Italia si sono avuti 746 casi di Aids pediatrico: il maggior numero di casi si registra in Lombardia (203), nel Lazio (127) e in Emilia Romagna (68). Il Molise e la Valle d'Aosta sono le uniche regioni in cui non sono stati mai registrati casi pediatrici di Aids.
Tenendo conto del tasso di incidenza dei casi di Aids notificati nel 2005 in rapporto a centomila abitanti, si ha questa realtà - ha precisato l' Anlaids -. In testa la Lombardia con 5,8 per centomila; al secondo posto l'Emilia Romagna con 3,5; al terzo la Liguria con 3,3; al quarto l'Umbria con 3,0; al quinto il Lazio con 2,8; al sesto la Toscana con 2,6; al settimo la Sardegna con 2,5; all'ottavo le Marche con 2,2; al nono il Piemonte con 2,1; al decimo la Sicilia con 1,7; all'undicesimo l'Abruzzo con 1,6; al dodicesimo la Puglia con 1,5; al tredicesimo il Veneto con 1,3; al quattordicesimo la Campania con 1,1. Al quindicesimo posto con 0,9 casi ogni centomila abitanti troviamo il Friuli Venezia Giulia, la Calabria e il Molise. Al sedicesimo posto, ultime in classifica con 0,8 casi ogni centomila abitanti, il Trentino Alto Adige, la Valle d'Aosta e la Basilicata.

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