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Martedì 26 Settembre 2017 | 14:58

Duro colpo alla Scu mesagnese

I carabinieri smantellano un gruppo dedito al traffico di droga. Parte dei proventi sarebbero finiti nelle casse della frangia locale della mafia salentina
BRINDISI - I carabinieri del comando provinciale di Brindisi annunciano d'aver smantellato un'organizzazione per il traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Secondo gli investigatori, il gruppo operava a stretto contatto con l'associazione mafiosa Sacra Corona Unita alla quale finiva una parte dei proventi delle attività illecite.
Otto le ordinanze di custodia cautelare - emesse dal giudice delle indagini preliminari di Lecce Vincenzo Scardia, su richiesta del sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia salentina Leonardo Leone De Castris - eseguite tra Mesagne (Brindisi), Manduria (Taranto) e Ravenna. Per tutti i destinatari dei provvedimenti restrittivi l'accusa è di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga.
Compiute numerose perquisizioni domiciliari.

I NOMI DEGLI ARRESTATI
I provvedimenti restrittivi sono stati notificati a Graziano De Netto, di 26 anni, Alessandro Renis e Luciano Stefanelli, di 24 anni, a Felice Carlucci, di 26, Errico Calia, di 25, Alessandro Carone, di 24, a Francesco Guglielmi, di 26, ed a Fabrizio Monte, di 38, tutti di Mesagne. A De Netto, l'ordinanza cautelare di custodia cautelare è stata notificata in carcere dove l'uomo si trova dal 28 marzo scorso con l'accusa di aver partecipato alla rapina compiuta in un supermercato di Latiano.
Gli arresti sono scattati dopo quattro anni di indagini, avviate dopo la rapina compiuta nel 2001 nel Banco di Napoli di Latiano che fruttò ai malfattori un bottino di 15 milioni di lire. Subito dopo il colpo fu arrestato Fabio Pignataro, di 25 anni, di Mesagne. Proprio indagando sul giovane i carabinieri sono riusciti ad individuare le otto persone arrestate all'alba. Durante le indagini i militari hanno compiuto intercettazioni telefoniche ed ambientali attraverso le quali ritengono di aver ricostruito l'attività dell'organizzazione che trafficava droga e la spacciava soprattutto nella piazza centrale di Mesagne.
Parte dei proventi del traffico illecito di droga sarebbero finiti - secondo la Dda - nelle casse della frangia mesagnese della Scu.

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