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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 13:15

«Entro due anni nuovo ospedale Murgia»

E' l'obiettivo del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. La Regione ha dato l'«ok» a un finanziamento di 18,3 mln per la nuova clinica di Altamura
BARI - Entro due anni sarà pronto il nuovo ospedale della Murgia: lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che oggi, insieme con l'assessore regionale alle politiche della salute, Alberto Tedesco, in un incontro con i giornalisti, ha illustrato le delibere adottate dalla giunta regionale lo scorso 4 aprile che riguardano il completamento dell'ospedale di Altamura e l' apertura della Residenza socio-assistenziale (Rsa) di Noicattaro.
«Con il provvedimento assunto per Altamura (un finanziamento di 18 milioni e 300mila euro che servirà a rendere funzionale l' ospedale dove è stato completato solo il primo lotto ) - ha detto Vendola - cominciamo a scrivere l'ultimo capitolo dell'ospedale della Murgia. Dobbiamo affrontare e risolvere una serie di problemi che riguardano il pregresso e procedure, ma l'obiettivo che ci dobbiamo porre è inaugurare entro due anni questa nuova struttura». All'incontro hanno partecipato i sindaci dei Comuni di Altamura, Gravina e Noicattaro e i direttori generali della Ausl Bari 3, Lea Cosentino e della Bari 4, Walther Domeniconi.
«L'ospedale della Murgia - ha aggiunto Vendola - sembrava dovesse essere una tipica opera all'italiana, una delle tante incompiute. Con una discussione che poteva di capitolo in capitolo provocare la non realizzazione di quello che è un sogno per il territorio».
Dopo aver espresso soddisfazione anche per la Rsa di Noicattaro, Vendola ha evidenziato «la simultaneità della partenza di tanti provvedimenti».
«Sta a dimostrare - ha detto - che non vi è nessun principio di discriminazione nei confronti di territori e comunità all'interno di una Asl, nè di singoli ospedali. C'è una programmazione che parte dall'idea di ristrutturare e cantierizzare quello che è incompiuto, quello che va fatto partire». «E' un segnale straordinario - ha proseguito - a cinque mesi dall'insediamento dei direttori generali, il tempo di una ricognizione impietosa del patrimonio di servizi sanitari e dei bilanci: 446 milioni di disavanzo sono un impaccio pesante anche rispetto alle nostre ambizioni». «Al quinto mese di questo lavoro - ha detto ancora - c'è immediatamente la cantierizzazione di opere in tutte le Asl pugliesi e ci sono risposte già in corso d'opera che provano a intervenire proprio su quei punti di particolare esposizione alla pubblica indignazione che abbiamo visto rappresentati su Rai 3 nella puntata di Viva l'Italia sul sistema ospedaliero regionale». Per Vendola «si possono chiudere tante partite aperte e si può avviare una discussione partecipata sul piano delle politiche sanitarie, con la sensazione che stiamo dando un segnale di fiducia agli ammalati e ai cittadini pugliesi». «E' una sorta di risarcimento psicologico - ha concluso Vendola - oltre che un riscontro operativo concreto per chi vive con indignazione le liste d'attesa o la precarietà delle risposte negli ospedali».

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