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Lunedì 25 Settembre 2017 | 06:33

Da bilanci Comune Bari spuntano 31 mln

Si tratta di residui passivi per opere pubbliche. Più di 23 milioni di euro recuperati si riferiscono al periodo 1980-2000; circa otto milioni al periodo 2001-2003
BARI - Ammontano a circa 31 milioni di euro i residui passivi per opere pubbliche accertati da una verifica straordinaria illustrata stamani dall'assessore comunale all'Economia, Francesco Boccia. Più di 23 milioni di euro recuperati si riferiscono al periodo 1980-2000; circa otto milioni al periodo 2001-2003. Buona parte di queste somme, circa 25 milioni di euro, saranno ora destinati alla «bellezza della città».
Per Boccia questa è «una grande operazione di pulizia contabile che non veniva fatta da oltre vent'anni nel nostro Comune. Almeno 25 milioni di euro - ha detto - sono immediatamente disponibili. L'impegno politico che ci prendiamo è che questo non dovrà più accadere. L'amministrazione Emiliano lascerà un bilancio sano».
Boccia ha aggiunto che «restano intatti i problemi che il Comune di Bari ha sulla parte corrente, legati all'impatto negativo della finanziaria 2006. In consiglio comunale oggi andrà proprio la proposta di giunta di variazione di bilancio». Boccia ha sottolineato che «l'amministrazione l'11 agosto 2004 aveva preso l'impegno con la città di mettere le mani sul bilancio parallelo del Comune di Bari, su quella enorme massa di risorse composte da residui attivi e passivi. La ragioneria si è assunta l'onere di fare questa operazione straordinaria che si può realizzare una tantum».
«I residui passivi - ha spiegato - sono risorse legate a opere pubbliche non completate o non collaudate, i cui risparmi sono rimasti incagliati nelle pieghe del bilancio. Rimasti nel dimenticatoio della contabilità. A questo aggiungiamo tutte le risorse di investimenti pubblici che nel corso della loro vita hanno avuto alcuni stop-and-go: una fase di ritardo, poi sono stati bloccati e sono infine ripartiti. Nel frattempo sono cambiati, uomini amministratori e capi ripartizione e nelle maglie della contabilità pubblica si dimentica l'azione prioritaria, che è quella di tenere sotto controllo la spesa».
«Nella maggior parte dei casi parliamo di opere pubbliche sulle quali il Comune ha già pagato gli interessi passivi. L'aggravante sul piano finanziario per queste somme ritrovate è che abbiamo pagato interessi. In molto casi parliamo di mutui il cui percorso si è completato. Hanno già gravato sui contribuenti che hanno coperto con le imposte quei debiti». Tra gli esempi citati dall'assessore all'Economia rientrano i duecentomila euro per la costruzione di un parcheggio in via Fanelli del 1980, e i seicentomila euro per una scuola elementare al San Paolo, del 1984. «Bastano a dare il senso di come una non corretta gestione dei conti pubblici possa provocare di anno in anno effetti distorsivi».

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