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Venerdì 22 Settembre 2017 | 09:59

Truffa allo Stato, chiesti 7 rinvii a giudizio

Tra loro un pugliese e un lucano. Per l'accusa sarebbero stati ottenuti illecitamente fondi (per svariati milioni di euro) per l'agricoltura e per infrastrutture
CAMPOBASSO - Sette richieste di rinvio a giudizio per le indagini sulla maxi truffa ai danni dello Stato scoperta nel 2003 dalla Guardia di Finanza a Trivento (Campobasso): si è conclusa così l'inchiesta del sostituto procuratore Rossana Venditti che ha chiesto il processo per alcune delle persone coinvolte nella vicenda. L'udienza preliminare davanti al Gup è stata fissata per il prossimo 27 giugno.
Il rinvio a giudizio è stato chiesto per il consigliere regionale di Forza Italia Antonino Molinaro, che il 26 giugno di tre anni fa fu arrestato proprio nell'ambito di questa inchiesta, e per Antonio Di Marzio (anche lui finì in manette), Claudio Favellato, Luigi Capponi, Giuseppe Suppa, Mario Arbore e Ferdinando Zito (solo i primi tre sono molisani, gli altri sono originari di Lazio, Puglia, Calabria e Basilicata). Le indagini sono state lunghe e complesse. Le accuse contestate sono, a vario titolo, quelle di corruzione, truffa, falso e bancarotta.
Diversi i filoni dell'inchiesta al centro della quale ci sono comunque fondi per svariati miliardi che sarebbero stati ottenuti illecitamente, una truffa soprattutto ai danni del Ministero delle Politiche Agricole.
Tutti i dettagli sono contenuti nelle 37 pagine della richiesta di rinvio a giudizio arrivata sul tavolo del Gip. Il magistrato nel documento evidenzia l'acquisizione di alcune fonti di prova: «interrogatori di contenuto ammissivo e confronti resi da Capponi, Molinaro, Di Marzio e Federico, le relazioni del curatore fallimentare, la consulenza tecnica svolta da un architetto e da un consulente del lavoro, plurimi sequestri, accertamenti bancari, verbali di sopralluogo ed acquisizioni documentali effettuati dalla Guardia di Finanza». Tutta la vicenda ruota attorno all'attività di cooperative e società agroalimentari, tra queste la «Nuova Europa 2000» di Trivento poi fallita. Gli episodi finiti nell'inchiesta sono numerosi e coprono un lasso di tempo che va dal 1997 al 2002. I più gravi riguardano la corruzione che sarebbe stata messa in atto per assicurarsi finanziamenti pubblici che in realtà non spettavano ai richiedenti. Miliardi che sarebbero stati ottenuti soprattutto con la complicità di Luigi Capponi, funzionario del Ministero delle Politiche Agricole che aveva il compito di esaminare i progetti presentati dalle cooperative e dalle società che facevano capo a Molinaro o a suoi collaboratori per accertare la effettiva esecuzione dei lavori.
Le indagini partirono da Salerno tra la fine del 2002 e l'inizio del 2003 quando su iniziativa della Procura campana diverse persone furono arrestate. Proprio un filone di questa inchiesta si sviluppò a Trivento ad opera dalla magistratura molisana. Delle "mazzette" si parla esplicitamente nella richiesta di rinvio a giudizio. Capponi ha ricevuto da alcuni degli indagati più somme di denaro, complessivamente 330 milioni di lire secondo quanto riferito dallo stesso Capponi e invece due miliardi di lire secondo le affermazioni di Molinaro e Di Marzio. Soldi consegnati in contanti e in vari appuntamenti appositamente fissati. Secondo il magistrato il denaro doveva servire per compiere atti contrari ai doveri di un pubblico ufficiale e per omettere i controlli nelle aziende in questione o anche per attestare falsamente di aver visionato opere edili in realtà mai compiute.
Nella richiesta di rinvio a giudizio vengono elencati episodi relativi ad accertamenti di regolare esecuzione delle opere falsi, fatture per operazioni inesistenti, documenti falsi e molto altro. Tutte procedure illecite che in più circostanze negli anni hanno indotto in errore il Ministero che ha concesso contributi a pioggia. Tra i progetti finanziati e finiti poi nell'inchiesta anche quelli riguardanti la promozione del farro, il cereale che negli scorsi anni era divenuto una sorta di simbolo del centro trignino dove proprio la "Nuova Europa 2000" organizzava la festa nazionale del farro con migliaia di visitatori e molti ospiti famosi sul palco. Nelle indagini anche un finanziamento da quasi cinque miliardi per la costruzione di una strada interpoderale nelle campagne di Trivento. Infine l'ultimo capitolo, quello dedicato alla bancarotta, al fallimento della Nuova Europa 2000 arrivato il 18 settembre del 2003.

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