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Martedì 26 Settembre 2017 | 04:06

Ucciso per aver urtato il nipote del boss

Per i Cc che oggi l'hanno arrestato, è questo il movente che avrebbe spinto il barese Radames Parisi, nipote di "Savinuccio", a ferire e poi uccidere Pietro Scintilla
BARI - Un contatto fisico involontario all'uscita di un negozio nel centro di Bari, un conseguente, violento, scambio di insulti tra la gente e la promessa del nipote del boss "Savinuccio" Parisi al pregiudicato che lo aveva urtato che gliela avrebbe fatta pagare.
E' questo - secondo i carabinieri che all'alba hanno arrestato il presunto killer e quattro suoi fiancheggiatori - l'incredibile movente del ferimento e del successivo omicidio di Pietro Scintilla, un pregiudicato di 37 anni assassinato il 13 dicembre del 2004 nel rione Libertà, a pochi passi dalle vetrine dello shopping a basso costo dell'affollatissima via Manzoni, a Bari.
Nell'agguato i killer (che spararono sette colpi di pistola calibro 7,65 da uno scooter) ferirono una cognata del pregiudicato, colpita alla testa da una pallottola vagante, colpirono di striscio il marito della donna, e non si preoccuparono che assieme ai tre si trovavano le due figlie della coppia, di 10 e 13 anni, che furono testimoni della mancata strage. L'unica colpa della donna ferita per errore, che all'epoca aveva 34 anni, era di aver sposato il fratello della compagna di Scintilla.
L'uomo bersaglio dei killer era cieco all'85% dopo un agguato che gli era stato fatto nel centro di Bari l'11 ottobre 2003, fatto questo contestato nel provvedimento cautelare emesso dal gip del Tribunale di Bari Jolanda Carrieri su richiesta del pm inquirente della Dda Elisabetta Pugliese.
Con l'ordinanza eseguita dai carabinieri sono stati arrestati per il duplice fatto di sangue Radames Parisi, di 21 anni, figlio di Vito e nipote di Savino Parisi, quest'ultimo ritenuto il più potente boss della mafia barese. Il ventunenne è accusato di tentativo di omicidio e di omicidio premeditato, oltre che di porto illegale di armi da fuoco, reati contestati in concorso con una persona non identificata. Il giovane è accusato anche del ferimento della cognata della vittima che nell'agguato riportò lesioni gravissime alla regione tempo-parietale sinistra.
Oltre a Parisi sono stati arrestati, per favoreggiamento personale e false dichiarazioni al pm, Carlo Contini, barese di 26 anni, amico di Scintilla, accusato di conoscere sia i responsabili del tentativo di omicidio sia il suo movente, ma di averli taciuti durante gli interrogatori a cui fu sottoposto, nei quali anzi - secondo l'accusa - tentò anche di depistare le indagini; Nicola Grassi, di 21 anni, amico di Parisi, Caterina Imundo, di 37, compagna di Scintilla, e Luigia Girone, di 35, zia di Parisi, tutti e tre accusati di aver aiutato il presunto assassino e il suo complice a sottrarsi alle indagini fornendo false dichiarazioni al magistrato e alla polizia giudiziaria che li interrogarono.
Secondo le indagini dei carabinieri del reparto operativo di Bari, l'accanimento di Parisi nel voler uccidere il suo rivale derivava dal fatto che Scintilla si accompagnava da quand'era diventato cieco ad un sedicenne al quale ripeteva sempre: «Quello un giorno morirà».
Roberto Buonavoglia

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