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Lunedì 25 Settembre 2017 | 15:32

Sanità/Puglia - «In 6 mesi tempi d'attesa dimezzati»

L'ha annunciato il presidente della Regione, Nichi Vendola, al termine dell'incontro che ha avuto, insieme con l'assessore regionale alle politiche della salute, Alberto Tedesco, con i direttori delle Asl pugliesi. Terminata quindi la fase di ricognizione delle liste d'attesa nelle strutture sanitarie, si passa ora ai correttivi. Tedesco: presto un Cup regionale
BARI - In Puglia entro sei mesi «i tempi delle liste di attesa in sanità verranno dimezzati». Basta considerare che «ci sono strutture ospedaliere in cui ci sono macchinari tenuti chiusi a chiave, macchinari nuovi di zecca, c'è una grande struttura ospedaliera in cui ci sono 100 ecografi ed è incredibile immaginare che contemporaneamente ci sia una lunghissima lista di attesa per avere l' ecografia». E' questo uno degli aspetti della ricognizione sulle liste di attesa in sanità riferito ai giornalisti dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, al termine dell' incontro che ha avuto oggi, insieme con l' assessore regionale alle politiche della salute, Alberto Tedesco, con i direttori delle Asl pugliesi.
Ha partecipato alla riunione anche il prof.Aristide Carella, incaricato del gruppo di lavoro regionale per l' abbattimento delle liste di attesa nel settore sanità. Non sono stati fatti nomi di ospedali o reparti dove le situazioni sono più critiche, ma Vendola ha promesso che «entro sei mesi tutti i tempi delle liste di attesa in Puglia saranno dimezzati».
«Abbiamo costruito una equipe attorno al prof.Dino Carella - ha detto Vendola - per compiere una ricognizione sul problema delle liste di attesa che è un problema che ha una dimensione nazionale, che è particolarmente grave nel Mezzogiorno d' Italia, e che nella nostra regione ha fenomeni di insopportabilità, di degrado». Il lavoro si è svolto nel corso di questi mesi con 40 full-immersion di approfondimento specifico, di analisi territoriali, di analisi per tipologia della visita e oggi è in pratica cominciata la seconda fase: quella di confrontare questa ricognizione con i direttori generali per mettere in campo modifiche concrete nei modelli organizzativi della sanità pubblica. Poi sarà aperta la fase della concertazione con le organizzazioni sindacali e con gli attori fondamentali della vita ospedaliera. «Abbiamo - ha spiegato Vendola - un problema che riguarda la correttezza delle prescrizioni, cioè bisogna intervenire sul governo della domanda di analisi e di visite e abbiamo un problema che riguarda il governo dell' offerta e questo chiama in causa la riorganizzazione dei Cup, dei centri unici di prenotazione, che deve essere una riorganizzazione aziendale e sovra-aziendale, in modo tale che si possa mettere in vetrina l' intera possibilità di offerta per i cittadini».
Si comincia oggi, quindi, un percorso che, secondo Vendola, «senza ampliamento di organico e senza ampliamento del parco di macchinari, deve portarci nel giro dei prossimi sei mesi al dimezzamento di tutti i tempi di tutte le liste».
«Ovviamente - ha aggiunto - noi siamo anche impegnati ad ampliare il parco dei macchinari e ad ampliare gli organici. Diciamo che si tratta di dichiarare guerra alle liste di attesa». «E di sapere anche - ha concluso Vendola - che in questa guerra bisogna contrastare consuetudini, pigrizie e furbizie che in qualche maniera giocano con la salute dei cittadini e producono un fenomeno che noi consideriamo il sintomo di una cattiva organizzazione della salute».

TEDESCO: ECCO COME FAREMO
«La verifica dell'appropriatezza prescrittiva, la verifica e l'allungamento dei turni di servizio, una più adeguata modalità di prenotazione attraverso anche la predisposizione di un cup regionale che faccia da coordinamento e da interazione tra i diversi cup aziendali e sovraziendali». Così l'assessore regionale alle politiche della salute, Alberto Tedesco, ha riassunto gli indirizzi per accorciare i tempi delle liste di attesa al centro di un incontro che si è tenuto nella presidenza della Regione Puglia e al quale sono intervenuti il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il porf.Aristide Carella, incaricato del gruppo di lavoro regionale per l' abbattimento delle liste di attesa in sanità, e i direttori delle Ausl pugliesi.
Per Tedesco, rispetto alle indicazioni contenute sull' argomento dalla finanziaria nazionale, «la Regione Puglia è più avanti, tant'è - ha detto - che potremo anche incrociare il lavoro che abbiamo fatto noi con il documento sulle liste d'attesa che è stato prodotto a livello di ministero e approvato dalla Conferenza Stato-Regioni».
«Ogni Ausl - ha precisato Tedesco - si era già indirizzata verso l'analisi del fenomeno, in tutti questi quattro mesi ci sono stati ripetuti incontri tra la commissione e le singole Asl. E' stato fatto un lavoro in profondità che ha messo a fuoco la problematica in tutte le sue sfaccettature». «Sui soggetti convenzionati - ha aggiunto - abbiamo un'idea diversa: all'interno dei tetti di spesa vogliamo chiedere che vengano erogate preferibilmente e prioritariamente quelle prestazioni per le quali vi sono liste d'attesa lunghe. Si aprirà una trattativa per arrivare a una migliore erogazione delle prestazioni: anche da questo punto di vista vale il concetto dell'appropriatezza».
Per il personale non è escluso «l'allungamento dei turni di servizio che mira - ha detto Tedesco - ad avere fasce orarie all'interno delle quali vengono erogate le prestazioni che tendenzialmente devono essere raddoppiate: anzichè lavorare su un turno si dovrà lavorare su due, utilizzando meglio il personale, in prima battuta, e utilizzando eventualmente il flusso orario per prestazioni aggiuntive».
Sui centri unici di prenotazione (Cup), Tedesco ha detto che «anche in questo caso stiamo studiando un modello di perfezionamento delle attività e poi ci sarà, e questo è il discorso delle risorse, la valutazione dei sottodimensionamenti organici e delle carenze tecnologiche di attrezzature». «Anche se abbiamo notizie - ha aggiunto a questo proposito - che la situazione delle attrezzature non è la vera causa del problema: ci sono realtà in cui sono ancora imballate e custodite nei depositi. Stiamo cercando di verificare, provvedendo a una ricognizione di tutto. Gli scantinati dei nostri ospedali - ha aggiunto Tedesco con una battuta ironica - sono enormi e può succedere che qualcuno poggi questi scatoloni da una parte e se ne dimentichi».

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