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Giovedì 21 Settembre 2017 | 21:42

Punta Perotti: l'ecomostro sarà abbattuto

E' stato respinto anche l'ultimo ricorso della Salvatore Matarrese Spa, alla vigilia dell'abbattimento della «saracinesca». Mancano poche ore, la fine è vicina
BARI - E' stato respinto anche l'ultimo ricorso della Salvatore Matarrese Spa, che alla vigilia dell'abbattimento dei palazzi di Punta Perotti ha presentato un ultimo reclamo praticamente in zona Cesarini. Secondo i legali dell'impresa il Comune di Bari non avrebbe potuto disporre dei fabbricati pignorati: «la tesi - sosteneva la Spa - secondo cui ciò possa avvenire in forza dell'immediata esecutività delle ordinanze del Giudice dell'esecuzione del 22 dicembre 2004 e del 27 ottobre 2005 è francamente sconcertante». La seconda sezione civile del Tribunale presieduta da Luigi Di Lalla che aveva convocato per stamani, un'udienza straordinaria, evidentemente non ha accolto il ricorso respingendo l'impugnazione della decisione del giudice Luigi Agostinacchio che a sua volta aveva dichiarato inammissibile un precedente ricorso contro la demolizione delle costruzioni di Punta Perotti.

Mancano ormai poche ore dall'abbattimento del primo dei palazzi di Punta Perotti, gli «ecomostri» che in questi anni hanno rappresentato una sorta di «saracinesca» al paesaggio del lungomare di Bari, un simbolo, magari in negativo, di un'architettura che è finita persino nell'edizione italiana di Wikipedia, la megaenciclopedia su Internet. La storia di Punta Perotti, alla periferia sud di Bari, proprio di fronte alla spiaggia di «Pane e Pomodoro», risale alla fine degli anni ottanta con i piani di lottizzazione presentati dalle imprese Andidero, Matarrese e Quistelli per la realizzazione del complesso immobiliare che guarda verso il mare e che gode anche del paesaggio del frontline barese. Il Comune approva il progetto nei primi anni novanta e e nel '95 rilascia le concessioni edilizie. Nel '97 incomincia la lunga battaglia legale con il blocco dei lavori per la costruzione di 300 appartamenti in tre palazzi, due edificati dalla Matarrese ed uno dalla Quistelli, che dopo sentenze e ricorsi in Cassazione si conclude solo nel 2001 con l'assoluzione degli imprenditori ma con la confisca dei suoli e degli immobili in quanto ritenuti abusivi (sono stati realizzati a poche decine di metri dalla battigia) e attribuiti al patrimonio del Comune di Bari.

Non sono arrabbiati gli acquirenti «virtuali» degli appartamenti, tra loro anche Massimo D'Alema, Fausto Bertinotti, Nichi Vendola, giornalisti e semplici cittadini, che negli ultimi giorni hanno acquistato «locali» sul sito «perottipopint.it», con prezzi da 10 a 50 euro l'uno destinati a Legambiente per piantare alberi nella zona dove ora sorgono le palazzine abusive. L'iniziativa ha avuto un tale successo che i pixel a disposizione per le foto e le immagini degli acquirenti sono aumentati ben oltre gli spazi effettivamente disponibili nella realtà, ma anche questo è il bello della urbanistica via web.
L'ora dell'esplosione - in diretta sia su tv locali che su internet - è fissata tra le 10,30 e le 11 di domattina, la palazzina centrale del complesso, alta tredici piani, sarà distrutta con 350 chilogrammi di dinamite mentre tutta l'area circostante è stata, ovviamente, posta in sicurezza. La fine degli «ecomostri» di Punta Perotti è davvero cominciata.

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