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Giovedì 21 Settembre 2017 | 10:54

E' deciso: Punta Perotti va giù

Respinta la richiesta dei Matarrese. La magistratura: l'immobile è abusivo, confiscato e acquisito dal Comune, può abbatterlo • Wwf, panda d'oro al comune di Bari
BARI - Inammissibile. Anche l'ultimo tentativo dei Matarrese per fermare l'abbattimento di Punta Perotti è stato respinto. Quindi, domenica 2 aprile il Comune di Bari potrà cominciare a demolire i tre palazzoni che compongono l'ecomostro da 300mila metri cubi che chiude il lungomare a sud di Bari. Gli altri appuntamenti per la demolizione con cariche di esplosivo sono fissati per il 23 e il 24 aprile prossimi.
La decisione del giudice civile di Bari Luigi Agostinacchio, contro la quale i Matarrese possono proporre reclamo al collegio, è stata depositata in cancelleria alle 13,30 di oggi, 22 ore dopo l'udienza a porte chiuse durante la quale il legale dei costruttori, avv.Francesco Biga, aveva chiesto al giudice di ordinare al Comune di non abbattere i palazzi.
Per almeno un motivo: perchè due dei tre edifici sono pignorati da una società del gruppo Matarrese, la Salvatore Matarrese spa, che vanta un credito di 6,5 milioni di euro verso la controllata Sud Fondi, che costruì l'ecomostro avvalendosi di un cospicuo finanziamento bancario rilevato poi dalla Salvatore Matarrese. Alla richiesta di stop della demolizione si era opposto ieri il legale del Comune, prof.Giorgio Costantino, che aveva esposto le proprie tesi, accolte in pieno dal Tribunale.
Secondo il giudice Agostinacchio, già due sentenze del Tribunale di Bari (del 22 dicembre 2004 e del 27 ottobre 2005) hanno dichiarato l'improcedibilità al riconoscimento dell' efficacia del pignoramento vantato dai costruttori. Improcedibilità - scrive Agostinacchio nelle dieci pagine del provvedimento - che «incide in maniera diretta ed immediata sull'azione esecutiva, privando di efficacia il pignoramento in oggetto e il creditore pignorante del diritto alla conservazione degli immobili».
Inoltre - continua il giudice - non si può condividere la tesi dei Matarrese, secondo cui le sentenze che non hanno riconosciuto il pignoramento non sono esecutive perchè non sono passate in giudicato in quanto «le ordinanze del giudice dell'esecuzione sono esecutive (...) e tale effetto non consegue alla definitività del provvedimento stesso ma permane nel periodo in cui è possibile», anche in presenza di opposizione. Così come non si può affermare - rileva in sostanza il giudice - che poichè il pignoramento risulta tuttora iscritto nei Registri immobiliari questo sia valido ed efficace e, quindi, utile a fermare la demolizione.
Dunque, non essendoci alcuna legittima pretesa dei Matarrese, ed essendo i tre palazzoni stati confiscati con sentenza definitiva del 2001 e acquisiti dal Comune di Bari, Punta Perotti (costruita abusivamente e a meno di 300 metri dal mare) può essere abbattuta, così come ha disposto il sindaco del centrosinistra di Bari, Michele Emiliano, che domenica prossima realizzerà un punto fondamentale del suo programma di governo. Per il sindaco l'abbattimento non sarà una festa ma - ha precisato - un obbligo di legge: il sol fatto, però, che la demolizione cominci una settimana prima del voto fa sorgere almeno un dubbio.
Roberto Buonavoglia

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