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Martedì 26 Settembre 2017 | 05:41

Punta Perotti «ai tempi supplementari»

Attesa entro due giorni la decisione della magistratura sul ricorso dell'impresa Matarrese contro l'abbattimento degli edifici abusivi, previsto dal 2 aprile
Michele Emiliano sindaco Bari BARI - «Deciderà il giudice se domenica abbatteremo» Punta Perotti. Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, lascia l'aula d'udienza del Tribunale civile di Bari nel pomeriggio, dopo un'ora e mezzo di camera di consiglio e dice ai giornalisti che attende «con grande serenità il giudizio del magistrato, che si è riservato di decidere».
La prima demolizione dei palazzi abusivi sul lungomare di Bari è programmata per domenica 2 aprile.
Su cosa dovrà decidere questa volta la magistratura? Sulla richiesta dei costruttori di Punta Perotti, l'impresa Matarrese, di ordinare al Comune di Bari di astenersi dal procedere alla demolizione dei tre palazzoni che compongono l'ecomostro, perché essi sono assoggettati a ipoteca iscritta il 26 maggio 2004 dalla "Salvatore Matarrese s.p.a." che ha estinto il mutuo bancario residuo di 6,5 milioni di lire stipulato negli anni Novanta dalla controllata Sud Fondi (che ha costruito i palazzoni).
Secondo il legale dei Matarrese, avv. Francesco Biga, il Comune non può disporre degli immobili e quindi abbatterli perché essi sono pignorati. Per il Comune di Bari, rappresentato dal prof. Giorgio Costantino, invece, all'abbattimento si può procedere perché l'iscrizione del pignoramento è nullo in quanto i beni sono stati confiscati nel 2001 con sentenza definitiva, e in quella stessa data sono stati acquisiti definitivamente dal Comune di Bari che ha deciso per la demolizione assolvendo ad un obbligo di legge perché i palazzi sono stati ritenuti abusivi essendo realizzati a meno di 300 metri dal mare.
«L'udienza si è svolta in modo tranquillo - racconta il legale dei Matarrese - e credo che domani o forse venerdì conosceremo la decisione del giudice Luigi Agostinacchio. Per quanto ci riguarda non siamo né ottimisti né pessimisti, abbiamo esercitato un nostro diritto». Ma quando finirà l'«ostruzionismo» dei Matarrese, dato che oggi la Procura generale ha respinto una vostra richiesta di avocare un'indagine della Procura?, chiede un cronista. «Guardi - risponde Biga - che se passa l'orientamento del Comune, che vuole abbattere un bene pignorato, avremo un gravissimo precedente in Italia; se invece il Comune ci paga i 6,5 milioni anche un minuto prima di demolire, il problema per noi non esiste più, ferma restando la richiesta di risarcimento danni già avanzata in sede civile».
La richiesta di risarcimento danni è di 520 milioni di euro: deriva dal fatto che gli immobili sono stati realizzati dopo che i costruttori avevano ricevuto dal Comune di Bari tutte le autorizzazioni necessarie per costruire.
Alle tesi dell'avv. Biga risponde a distanza l'assessore comunale al Contenzioso, avvocato Cinzia Capano, che gongola mentre nei corridoi del Tribunale ricostruisce con i giornalisti la vicenda giudiziaria di Punta Perotti. Riferendosi alle iniziative giudiziarie intraprese dai Matarrese, Capano ripete con il tono di chi sa di aver vinto la causa: «Mi dispiace. Hanno perso, hanno perso, hanno perso». Il perché l'assessore lo spiega con dovizia di particolari.
Primo. Perché - dice - «il bene non è pignorato, così come hanno detto almeno cinque provvedimenti del giudice dell'esecuzione, provvedimenti che sono immediatamente esecutivi, anche se impugnati». Secondo. «La demolizione - annota - è un obbligo e se il Comune di Bari non vi adempie andrebbe incontro a un procedimento penale così come è successo all'allora sindaco di Bari, Simeone di Cagno Abbrescia», che fu indagato per omissione di atti d'ufficio. Terzo. «Perché - rincara Capano - i Matarrese non hanno diritto a impedire l'abbattimento ma hanno, se il giudice accoglierà le loro richieste, un diritto di credito di 6,5 milioni». Quarto. Il giudice a cui è stato presentato il ricorso d'urgenza non può ordinare al Comune di tenere un determinato comportamento, come chiedono i Matarrese, perché questo giudice «non è competente».
Quindi, è la previsione del Comune, il ricorso sarà giudicato inammissibile.
Domani o dopodomani sapremo se sarà così.
Roberto Buonavoglia

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