Cerca

Giovedì 21 Settembre 2017 | 05:25

Tornano a Taranto i fratellini contesi

I due bambini erano stati affidati alla madre, ma il padre li aveva portati in Israele. A favore della donna tarantina era stata la decisione della Corte di Bersheva
TARANTO - Hanno riabbracciato la madre sabato scorso, in un appartamento nel centro di Taranto. E ieri per loro è stato anche il primo giorno di scuola. Lei ha appena 12 anni, il fratellino ancora meno, dieci, e sono i figli della donna tarantina di 36 anni alla quale i due bambini erano stati sottratti nel settembre 2005 dall'ex marito, un medico israeliano, che li aveva condotti nel suo Paese tentando così di costringere la donna a tornare a vivere con lui. A dare la notizia del ritorno a Taranto dei due ragazzini è stato oggi l'avvocato Aldo Visconti, che cura gli interessi della donna e dei suoi famigliari.
«Sono stato incaricato da loro - ha spiegato il legale, incontrando i giornalisti nel suo studio - di comunicare che i ragazzi ora sono a Taranto. Nessuna enfasi, ma la signora intende solo ringraziare tutti coloro che l'hanno aiutata in questa difficile vicenda».
«Ora la cosa più importante - ha aggiunto il legale - è cercare di restituire una vita normale ai due ragazzi, ed è quello che vuole innanzitutto la loro mamma». Visconti ha sottolineato che attorno alla donna si è creata anche una rete di solidarietà concreta per aiutarla economicamente (sono stati raccolti circa 40 mila euro) e che si cercherà di trovare una soluzione equilibrata che consenta ai due bambini di vedere a Taranto saltuariamente il loro papà.
A sbloccare la vicenda in favore della donna tarantina era stata, il 12 gennaio scorso, la decisione della Corte distrettuale di Bersheva, in Israele, che aveva accolto un ricorso presentato dai legali della donna. I giudici avevano disposto il rimpatrio dei due bambini in Italia perchè venissero riaffidati alla madre, dopo che l'8 dicembre 2005 una prima istanza in tal senso era stata rigettata da un giudice israeliano di Bersheva, dove il padre dei ragazzini aveva portato con uno stratagemma i due figli.
Una storia coniugale molto controversa quella fra i genitori dei piccoli. I due si erano conosciuti negli anni Novanta a Modena e si erano sposati nel capoluogo emiliano poco dopo che lui si era laureato in medicina (lei era infermiera professionale, ora a Taranto lavora saltuariamente).
Dalla loro unione erano nati i due figli. Nel '97 la donna si convinse a trasferirsi col marito in Israele ma, secondo il suo racconto, lì sarebbe stata costretta a vivere in un villaggio tribale. L'unione non resse e nel 2002, approfittando di una vacanza con i figli, la donna attivò una procedura prevista dalla convenzione dell'Aja che prevedeva l'istanza di rimpatrio e chiese di rimanere in Italia, ottenendo poi dai giudici l'affidamento dei figli.
Al marito era consentito di vedere i figli solo per alcune ore quando veniva in Italia. Tutto andò bene fino all'agosto 2005, quando il medico israeliano arrivò all'improvviso a Taranto. La polizia si fece consegnare il passaporto, di cui però il medico tornò in possesso poche ore dopo. Il 9 settembre l'uomo, approfittando di una vacanza con i figli da amici comuni a Modena, scomparve con i ragazzini per poi essere rintracciato in Israele, da dove fece sapere di volere che l'ex moglie tornasse da lui e di non voler lasciare i figli. Poi la lunga controversia giudiziaria durata sette mesi e conclusasi in questi giorni con il ritorno a Taranto dei due piccoli contesi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione