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Giovedì 21 Settembre 2017 | 08:59

Taranto, sequestrata piattaforma rifiuti

Per presunte violazioni alle norme per la tutela ambientale. Si tratta di un'area di circa seimila metri quadri situata all'interno dell'azienda "Italcave"
STATTE (TARANTO) - I carabinieri del Reparto operativo di Taranto hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di un'area di circa seimila metri quadri situata all'interno dell'azienda "Italcave" e adibita a piattaforma di stoccaggio dei rifiuti.
Il provvedimento è stato emesso dal sostituto procuratore presso il tribunale di Taranto Antonella Montanaro, per presunte violazioni alle norme per la tutela ambientale. Contestualmente i carabinieri hanno notificato una informazione di garanzia a Pasquale Caramia, di 56 anni, di Taranto, rappresentante legale pro-tempore dell'Italcave, e a Francesco Gentile, di 57 anni, originario di Foggia, responsabile dei cicli di lavorazione ambientale della stessa azienda. Ai due viene contestata la violazione del decreto Ronchi e, al solo Caramia, anche l'ipotesi di reato di falsità ideologica.
Il sequestro scaturisce dall'esito di alcune ispezioni compiute dai carabinieri fra luglio e agosto dello scorso anno. Dagli esami di laboratorio eseguiti dall'Arpa è risultato che nel processo di lavorazione di alcuni cumuli di detriti provenienti dalla demolizione di abitazioni civili non erano stati compiuti i trattamenti previsti dal Decreto Ronchi. Inoltre gli stessi cumuli contenevano fibre di amianto che non dovevano essere stoccate con quelle modalità.
Il rappresentante legale dell'Italcave è accusato anche di falsità ideologica perchè avrebbe attestato che quei cumuli di rifiuti da demolizione venivano sottoposti a processi di abbattimento delle polveri mediante umidificazione con irrigatori: di questi, però, non è stata trovata traccia durante i sopralluoghi dei carabinieri.

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