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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:11

«Trenitalia danneggia utenti di Abruzzo, Molise, Puglia»

La Federconsumatori ritiene dannosa, in queste regioni, la sostituzione dei treni interregionali (IR) con treni intercity (IC), attuata con l'orario dell'11 dicembre scorso, «che determina un aumento dal 60 al 70% del prezzo del biglietto». Ricorso all'Autorità Garante della concorrenza e del mercato
PESCARA - La Federconsumatori ha chiesto agli assessori ai trasporti delle Regioni Abruzzo, Molise, Puglia di indurre Trenitalia a garantire «parità di trattamento tra le diverse aree di utenza nell'erogazione dei servizi», in quanto ritengono dannosa, per gli utenti di queste regioni, la sostituzione dei treni interregionali (IR) con treni intercity (IC), attuata con l'orario dell'11 dicembre scorso, «che determina un aumento dal 60 al 70 per cento del prezzo del biglietto».
«I cittadini di queste quattro regioni - afferma in una nota il presidente di Federconsumatori Abruzzo, Tino Di Cicco - sono privi dei servizi interregionali sia verso Bologna, che verso Bari. Questa carenza li obbliga ad utilizzare, in alternativa, treni intercity (a differenza dei cittadini del resto d'Italia che possono scegliere tra le due diverse opzioni) e, quindi, a pagare un prezzo del biglietto superiore del 60-70% rispetto a quello degli altri cittadini».
Di Cicco sostiene che «se in questa circostanza Trenitalia è stata costretta a reintrodurre nel centro-nord i meno costosi servizi interregionali, lo si deve anche alla minaccia di quelle regioni di non rinnovare il Contratto di Servizio. Contratto con il quale la Regione Abruzzo, "gira" ogni anno 40 milioni di euro a Trenitalia per l'acquisto dei servizi ferroviari regionali».
Federconsumatori chiede, inoltre, di «ripristinare servizi regionali che colleghino ordinariamente Pescara a Foggia, anzichè, come avviene attualmente, costringere i cittadini alla utilizzazione di due diversi treni: il Pescara-Termoli e il Termoli-Foggia, con tutte le criticità legate alla coincidenza».
Federcosumatori Abruzzo ha inoltrato un ricorso all'Autorità Garante della concorrenza e del mercato per denunciare Trenitalia «perchè, privando gli abruzzesi dei servizi interregionali lungo la Direttrice adriatica, viola le Direttive citate e anche la legge 481/95, istitutiva della stessa Autorità Garante».

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