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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 20:09

Soldi pubblici per un'industria-fantasma

Lo stabilimento di Capurso, Bari, è stato finanziato con oltre 700 mila € (legge 488). Ma i Finanzieri, giunti sul posto per un controllo, hanno trovato un manufatto abbandonato
CAPURSO (BARI) - Un' industria che aveva ottenuto un contributo per oltre 700 mila euro grazie alla legge 488 del '92 affinchè diventasse «volano» per l' occupazione in provincia di Bari in realtà è stata trovata in completo stato di abbandono dai militari della Guardia di finanza, giunti sul posto per un controllo.
I militari del nucleo provinciale polizia Tributaria di Bari hanno eseguito oggi, al termine di indagini coordinate dal sostituto procuratore del Tribunale di Bari, Francesca Romana Pirrelli, un decreto di sequestro preventivo.
La società, con sede nel Comune di Capurso, nel Barese, aveva ottenuto il contributo in conto capitale di 700mila euro percepito ai sensi della legge 488/92 e finalizzato alla realizzazione di un nuovo impianto industriale che avrebbe dovuto accrescere il patrimonio imprenditoriale ed occupazionale della Puglia, con particolare riferimento al territorio della provincia di Bari. In realtà, dai sopralluoghi compiuti presso la sede dichiarata dall' azienda, i militari hanno trovato un manufatto in completo stato di abbandono. L' amministratore della società è stato denunciato. Quest' ultimo aveva mantenuto la sede legale dell' azienda in Puglia fino al momento in cui non era stato ricevuto il finanziamento agevolato; subito dopo aveva trasferito in un' altra unità operativa, nel Comune di Melfi, nel potentino, la sede legale della società per poter ottenere un ulteriore finanziamento, questa volta concesso in favore della Regione Basilicata. Un artificio che aveva ovviamente impedito ad altri imprenditori onesti che effettivamente operano sul territorio, di ottenere l' agevolazione. I finanzieri hanno sottoposto a sequestro, su disposizione del provvedimento emesso dal gip presso il Tribunale di Bari Vito Fanizzi, l' intero patrimonio immobiliare e mobiliare, oggetto del finanziamento agevolato, per un valore commerciale complessivo di due milioni di euro, su cui potrà rivalersi il ministero delle attività produttive per il recupero dei contributi erogati.

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