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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 11:30

In Puglia meno campi agricoli

Dal 1990 al 2000, la Superficie Agricola Utilizzata è scesa da 1.453.865 ettari (il 75,11% del territorio) a 1.258.934 ettari (65,04%) e si continua
BARI - «Quanto accaduto in Puglia, con i gravi danni derivanti dall'esondazione del fiume Ofanto e di altri corsi d'acqua minori, è l'ennesima testimonianza di un territorio idraulicamente inadeguato a sopportare i fortissimi nubifragi, che stanno ripetutamente caratterizzando il maltempo sul nostro Paese, specie in questi ultimi anni. La richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale, avanzata dal mondo agricolo, è l'ineludibile epilogo ad un evento dalle gravissime ripercussioni sull'economia locale»: questo il commento di Massimo Gargano, presidente dell'Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni; aggiunge: «D'altronde è semplice essere facili profeti in un Paese, che destina alla prevenzione idrogeologica meno della metà di quanto spende per riparare i danni post-emergenziali; senza contare i drammi umani per persone, che vedono pregiudicato il loro futuro economico, se non addirittura la stessa vita».

In Puglia, dal 1990 al 2000, la Superficie Agricola Utilizzata (S.A.U.) è scesa da 1.453.865 ettari ( pari al 75,11% del territorio) a 1.258.934 ettari (pari al 65,04%) ed il trend oggi non si è certo arrestato; mancando il presidio del suolo garantito dalle attività agricole, è evidente l'aggravarsi dei problemi idraulici: i terreni, infatti, o restano incolti (in particolare nelle aree collinari) o sono urbanizzati; in entrambi i casi necessita il sollecito adeguamento del sistema idraulico. Secondo i dati in possesso dell'ANBI, in Puglia per opere urgenti di sistemazione idraulica e difesa del suolo di competenza dei Consorzi di bonifica sono necessari almeno 255 milioni di euro. Analoghi problemi si riscontrano sull'intero territorio nazionale per la cui sistemazione idraulica nonchè difesa del suolo servono, sempre secondo le stime ANBI, circa tremilaseicento milioni di euro, di cui millequattrocento destinati alla sola manutenzione straordinaria di opere esistenti.
«Da tempo - conclude Gargano - denunciamo la necessità di un grande piano per adeguare la rete idraulica di un Paese, nel quale i Consorzi di bonifica sono l'unico costante presidio territoriale, operativo in tutte le regioni della Penisola.
Per questo mettiamo a disposizione della Protezione Civile i nostri dati e la nostra esperienza in base al Protocollo d'Intesa siglato a livello nazionale, ma che deve trovare concreta e sollecita applicazione a livello regionale, anche in Puglia».

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