Cerca

Lunedì 25 Settembre 2017 | 15:10

Cadavere nel cemento, è «giallo»

Secondo «La Gazzetta» lo scheletro rinvenuto in Montenegro non è del pugliese Giuseppe Cellamare. Potrebbe trattarsi invece dello slavo Vladimir Jelenic
ROMA - Il ritrovamento di uno scheletro in Montenegro riapre un «giallo» che rimanda indietro di 10 anni, direttamente alla stagione dei boss della criminalità pugliese e barese latitanti dall'altra parte dell'Adratico. Lo rivela La Gazzetta del Mezzogiorno che racconta come la notizia sia rimbalzata dal Paese slavo: il cadavere trovato sotto una lastra di cemento, in una villetta nella cittadina di Sutomore, potrebbe essere il cadavere di Giuseppe Cellamare, 41 enne barese del quartiere Carrassi, da anni collaboratore di giustizia.
Sempre il quotidiano racconta che le fonti investigative hanno smentito e che Collamare è vivo e vegeto. Altre ipotesi si fanno strada sull'identità dello scheletro. Forse, si legge sul quotidiano, appartiene a Vladimir Jelenic, detto Vania, cittadino slavo di 22 anni eliminato il 23 ottobre del 1995 a Bar ritenuto colpevole di aver chiesto al boss ostunese Francesco Prudentino, un pizzo di 200 milioni delle vecchie lire, in cambio della protezione delle attività del capoclan pugliese in Montenegro. Nessuna conferma arriva dal Paese slavo.
In serata, spiega il quotidiano, il medico legale ha incominciato i prelievi per l'esame del Dna ma considerato lo stato in cui è stato ritrovato lo scheletro, il riconoscimento potrebbe richiedere parecchio tempo. Per l'omicidio di Jelenic, sono a giudizio, davanti la Corte di assise di Bari, lo stesso Prudentino quale mandante, e il pentito brindisino Adriano Benedetto quale esecutore materiale. Il delitto, spiega sempre il quotidiano, secondo la direzione distrettuale antimafia, sarebbe stato eseguito da Stano in collaborazione con un altro cittadino slavo, Pavicevic Vyjcic, morto successivamente. Jelenic sarebbe stato dapprima ferito alle gambe e poi giustiziato con un colpo alla testa.
Altre cinque persone sarebbero intervenute al momento di nascondere il cadavere e fra loro, sorprendentemente, sempre secondo l'accusa, anche Cellamare. Secondo un'altra ipotesi, conclude il quotidiano, lo scheletro potrebbe appartenere a Francesco Volpe, personaggio della mala brindisina, il quale a metà anni '90, si sarebbe recato in Montenegro per vendicare uno sgarro subito ma da lì, non ha fatto mai più ritorno.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione