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Giovedì 21 Settembre 2017 | 08:51

Scrutinio elettronico & "veleni"

Anche in Puglia è previsto lo spoglio in via sperimentale, per la quale il ministro Pisanu (Interno) è stato attaccato dall'Unione ed annuncia querele
Scrutinio elettronico nel mirino: l'Unione attacca, chiedendo garanzie contro il rischio di brogli; il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, si difende e annuncia querele. Il voto elettronico è previsto in Puglia, Liguria, Lazio e Sardegna. Le elezioni politiche si terranno il 9 aprile.

L'INCHIESTA DI "DIARIO" - Ad accendere la miccia è un'inchiesta del settimanale "Diario". È scritto che alle imminenti elezioni politiche la sperimentazione dello spoglio elettronico, che coinvolgerà quattro regioni, sarà gestita da tre società, Telecom, Eds e Accenture, l'ultima delle quali avrebbe come partner il figlio del ministro Pisanu. Prendendo spunto dall'inchiesta, Pino Sgobio (Comunisti italiani) chiede che il Governo «faccia immediata chiarezza» e parla di «emergenza democratica», di «situazione in odor di conflitto di interessi, all'interno della gestione del voto elettronico, tra una delle società chiamate a gestire l'evento ed il figlio del ministro del suo Governo chiamato per il ruolo che ricopre ad assicurare, tra le altre cose, la trasparenza e la tranquillità dell'imminente voto elettorale».

PISANU ANNUNCIA QUERELA - Il ministro dell'Interno replica annunciando di aver «dato mandato ai suoi legali di sporgere querela nei confronti del settimanale "Diario" e di quanti altri divulghino le affermazioni gravemente diffamatorie contenute nel numero apparso oggi in edicola». Risponde, a stretto giro, il direttore del settimanale, Enrico Deaglio, che parla di querela «per fatti notori. Stupisce - aggiunge - che Pisanu non abbia mai pensato di querelare il presidente del Consiglio che in ripetute occasioni si è detto sicuro che ci sono stati brogli elettorali nelle passate occasioni elettorali, in considerazione del fatto che la regolarità elettorale dipende dal Viminale».

L'UNIONE: «SCRUTINIO ELETTRONICO NON TRASPARENTE» - Ma, al di là della vicenda che coinvolgerebbe il figlio del ministro, chiarimenti vengono chiesti dall'opposizione su tutta la procedura di scrutinio elettronico. Il coordinamento dell'Ulivo ricorda che «al fine di garantire la piena trasparenza del voto degli italiani, l'Ulivo ha chiesto da tempo al ministro degli Interni di istituire una commissione di garanzia sulle operazioni di spoglio elettronico, volute dal Governo in forma sperimentale alle prossime elezioni. In attesa che venga dato corso alla nostra richiesta - prosegue - ribadiamo la profonda contrarietà nei confronti di una iniziativa costosa, poco convincente e che presenta troppi aspetti controversi».

IL VIMINALE, CONTERÀ SOLO LO SCRUTINIO TRADIZIONALE - Anche su questo il ministero dell'Interno risponde con una nota in cui precisa che la tecnica di scrutinio elettronico in Liguria, Lazio, Puglia e Sardegna verrà affiancata alle tradizionali operazioni cartacee e che, in caso di discordanza tra i due scrutini, si tenga conto soltanto dei risultati registrati con il metodo tradizionale. Sottolinea inoltre che la procedura verrà sottoposta al vaglio di una commissione tecnica della quale faranno parte anche esperti indicati dall'opposizione.

CASTAGNETTI: «RESTA SOSPETTO BROGLI» - Le precisazioni non accontentano però il presidente dei deputati della Margherita Pierluigi Castagnetti che, in un'interrogazione rivolta a Pisanu e Stanca, chiede che sia costituita una «commissione di Garanzia sulle operazioni di spoglio elettronico» e «quali criteri siano stati adottati per l'individuazione delle sezioni elettorali selezionate; quali valutazioni di economicità e funzionalità delle offerte abbiano consentito di individuare le aziende, scelte con trattativa privata, coinvolte nella gestione delle operazioni di scrutinio elettronico». Castagnetti osserva anche che «se il processo di espletamento dello scrutinio elettronico non è trasparente in tutte le sue fasi è legittimo il sospetto che possano verificarsi brogli elettorali».

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