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Martedì 26 Settembre 2017 | 14:59

Traffico illecito rifiuti in Puglia: scarcerazioni

Il gip di Trani (Bari) Roberto Oliviero Del Castillo ha revocato la misura cautelare alle 13 persone coinvolte nell'inchiesta, in quanto - secondo il comandante del Noe di Bari - «essendo stato confermato il quadro probatorio, non sussiste pericolo di inquinamento delle prove»
BARI - Con le ultime scarcerazioni di oggi sono tornate in libertà tutte le 13 persone, fra cui alcuni noti imprenditori e un esponente di Rifondazione Comunista, arrestate il 15 marzo scorso nell'ambito di un'operazione compiuta dai carabinieri del Noe per smantellare un traffico illecito di rifiuti nel barese.
Il gip di Trani (Bari) Roberto Oliviero Del Castillo ha revocato la misura cautelare, in quanto - secondo il comandante del Noe di Bari - «essendo stato confermato il quadro probatorio, non sussiste pericolo di inquinamento delle prove».
Gli arresti scattarono dopo che il 6 marzo scorso i militari sequestrarono una discarica nel territorio di Canosa di Puglia, nel nord barese, gestita dalla ditta Cobema, di Altamura, il cui principale azionista è Carlo Dante Columella, arrestato insieme con i figli Michele e Domenico. Tutti sono accusati di associazione finalizzata al traffico illecito di rifiuti e di inquinamento e adulterazione della falda acquifera. Il traffico illecito - secondo gli inquirenti - avrebbe fruttato circa 200 milioni di euro in 16 mesi, tra novembre 2004 e febbraio 2006.
Nella discarica - impianto del valore di 200 milioni di euro - i carabinieri hanno accertato, tra l'altro, che erano stati versati rifiuti per 400 mila metri cubi, circa il doppio rispetto alla capienza. Inoltre sono state riscontrate alterazioni al sistema di rilevazione dell'inquinamento della falda acquifera.

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