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Giovedì 21 Settembre 2017 | 14:25

«Una politica meridionale dell'acqua»

Dopo 100 anni di vita l'Aqp accetta la sfida dei prossimi anni. Il Sud chiede un'Authority • Ciampi: l'acqua sia democratica • Basilicata - 4 progetti idrici dal pre-Cipe
Acqua da bereBARI - La sfida più significativa per l'Acquedotto pugliese consiste nel «pensare a una politica meridionale dell'acqua» e promuovere «attraverso un governo pubblico efficiente, responsabile e partecipato, una società pugliese desiderosa di salvaguardare e potenziare i beni comuni della regione e un vivere insieme civile». Lo ha detto il presidente dell'Aqp, Riccardo Petrella, nel corso della manifestazione per il centenario della società. Petrella ha anche ringraziato il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, «per l'alto patronato offerto alla manifestazione e per il telegramma: è raro che il presidente della Repubblica invii un messaggio personalizzato». Ha poi ringraziato anche il presidente della Regione, Nichi Vendola: «senza di lui noi tutti non saremmo qui oggi, ha voluto far diventare l'Aqp luogo e momento culturale dell'acqua come bene comune. E questa visione profetica dobbiamo tentare di realizzare nei prossimi anni». «Le sfide che i cento anni trascorsi lasciano in eredità all'Acquedotto pugliese del ventunesimo secolo - ha detto ancora Petrella - sono certamente grandi sul piano tecnico, manageriale e finanziario. Si pensi alla battaglia per la riduzione delle perdite a livelli normali e contro gli sprechi. Ma le sfide sono soprattutto di ordine culturale, di scelte e prassi collettive etiche e non dobbiamo pensare soltanto al miglioramento della qualità ed efficacia dei servizi. I pugliesi devono farsi promotori di un passaggio di scala e quindi di visione: passare dalla prospettiva dell'Acquedotto della Puglia a quello del meridione». «Non si tratta - ha aggiunto - di costruire una rete acquedottistica meridionale, ma come dice il presidente della Regione, di pensare a una politica meridionale dell'acqua, di tutte le acque. E la presenza a questa manifestazione dei rappresentanti di cinque Regioni del meridione è un segno formidabile dell'importanza di questo passaggio e un grande incoraggiamento a incamminarci su questa strada». Petrella ha poi confessato la propria emozione. «Sono un po' emozionato - ha detto - perchè mi trovo solo da alcuni mesi nella funzione cui sono stato chiamato e ho di fatto il grande privilegio di presiedere a questi festeggiamenti. Lungi dall'essere un'occasione di spreco sono l'espressione del rispetto e dell'ammirazione delle generazioni attuali, beneficiarie dell'accesso all'acqua potabile a casa, nei confronti di tutte le generazioni di fontanieri, operai, impiegati, ingegneri, amministratori e politici che hanno fatto sì che il diritto alla vita in Puglia non fosse privilegio di pochi». «I pugliesi - ha insistito - lo sanno bene: questa è l'unica regione d'Europa dove la popolazione trova nel suo acquedotto, il vero fiume della Puglia, un fattore d'identità. I pugliesi lo amano, ne sono fieri, anche se sovente ne abusano, brontolano sullo stato dei servizi, inveiscono contro le bollette. E il libro 'Pronto, parlo con l'acqua?' ne è una divertente illustrazione».

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