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Martedì 26 Settembre 2017 | 11:13

Foggia - Due pacchi bomba per vendetta

Costantino Bizzarri, di 25 anni, è stato fermato oggi dai carabinieri per aver confezionato e spedito le due buste esplosive a Sannicandro Garganico una delle quali sabato scorso ha ucciso un ragazzo. Le indicazioni per la bomba trovate in Internet
FOGGIA - Gelosia nei confronti di un rivale d'amore, risentimento contro chi a suo giudizio l'aveva ingiustamente accusato di un furto. Per vendicarsi contro un meccanico di automobili e un gioielliere (il primo, che però nega, avrebbe avviato una relazione con la sua fidanzata, il secondo due anni fa l'aveva denunciato), un massaggiatore ed esecutore di tatuaggi ha trovato su Internet il modo di farsi giustizia: confezionare plichi-bomba.
Costantino Bizzarri, di 25 anni, è stato fermato oggi dai carabinieri con l'accusa di omicidio, tentativo di omicidio, lesioni gravissime e detenzione di esplosivo per la spedizione delle due buste esplosive a Sannicandro Garganico (Foggia), una delle quali sabato scorso ha ucciso il figlio dell'orefice, Giorgio Palazzo, di 18 anni, e ferito gravemente la madre, Rosa Di Lella. La seconda è rimasta inesplosa perchè il meccanico, Vittorio Galasso, si è accorto del pericolo.

E' più di uno il movente che ha spinto il venticinquenne alla duplice vendetta, che ha complicato le indagini dei militari del comando provinciale, coordinati dalla procura della Repubblica di Foggia, perchè la fidanzata del giovane è la sorellastra del gioielliere. Per gli investigatori si tratta solo di una casualità, anche se il particolare ha ostacolato l'accertamento dei fatti ai quali ha dato un contributo la collaborazione di Bizzarri, reo confesso e pentito. Si è così capito perchè si era diffusa la notizia di un'amicizia tra il gioielliere e il meccanico, i quali avevano smentito dicendo solo di conoscersi ma non di frequentarsi.
Il 25enne ha raccontato di aver acquistato alcuni giochi pirici, di averne svuotato il contenuto di polvere nera che ha collocato in due piccoli contenitori di legno. Ha poi preso due pile comuni e ha collegato polo negativo e positivo alla polvere nera con distinti fili di rame. L'ordigno così confezionato, hanno confermato gli investigatori, poteva scoppiare solo se qualcuno avesse manomesso la scatola con l'esplosivo. Non è accaduto nel caso del meccanico, che quando ha aperto la busta ha visto il materiale che c'era dentro e, preoccupato, lo ha gettato lontano da sè. Diversamente invece ha fatto Giorgio Palazzo: la curiosità giovanile l'ha portato ad aprire il contenitore e a far scoppiare la bomba.

«Si è trattato di un'operazione brillantissima che ci ha consentito in due giorni di individuare il presunto autore della morte di Giorgio Palazzo», ha commentato il procuratore della Repubblica di Foggia, Vincenzo Russo. Sono state «indagini molto difficili - ha rilevato il comandante provinciale dell'Arma, col. Adelmo Lusi - perchè siamo dovuti partire da zero e ci siamo trovati di fronte a una realtà totalmente diversa dalle solite. Il nostro è stato un lavoro certosino e abbiamo valutato con molta scrupolosità tutta la vicenda ricostruendo le personalità dei protagonisti. Abbiamo studiato le modalità del confezionamento degli ordigni e le varie indagini ci hanno portato a sospettare subito di Bizzarri».
Il sottosegretario all'interno Alfredo Mantovano ha sottolineato che «il tempestivo esito delle indagini conferma l'efficienza e la professionalità delle forze di polizia che operano nel territorio foggiano». Questo - ha aggiunto - «dovrebbe indurre a maggiore cautela chi, soprattutto a proposito dell'area garganica, non perde occasione per buttarla sempre e comunque in mafia. I fatti dimostrano che non vi è mai stato calo di attenzione, da parte delle istituzioni preposte alla sicurezza, nel contrastare e nel reprimere le espressioni della criminalità mafiosa in quella zona: proprio per questo chi indaga merita, oltre che considerazione, rispetto nel suo lavoro, senza forzature da parte di nessuno, qualunque sia il suo ruolo».
Beppe Desiderato

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