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Sabato 23 Settembre 2017 | 14:58

Il card. Ruini attacca la Puglia per i Pacs

A 3 settimane dalle elezioni politiche, il presidente della Conferenza episcopale italiana definisce «segnali indubbiamente preoccupanti» le norme regionali che «equiparano in larga misura i diritti delle unioni di fatto a quelli delle famiglie legittime» e che potrebbero diventare leggi nazionali
ROMA - Da più di un anno la Conferenza episcopale italiana guarda con preoccupazione ai Pacs, temendo che una regolamentazione delle unioni di fatto indebolisca la famiglia tradizionale. I vescovi ritengono che i diritti dei singoli nelle unioni di fatto possano trovare adeguata tutela nell'ambito del diritto privato e sono convinti del fatto che una normativa sui Pacs non risponda ad effettive esigenze sociali.
L'ultimo intervento in questo senso, a tre settimane dalle elezioni politiche italiane, è del presidente della Cei, cardinale Camillo Ruini, in apertura dei lavori del consiglio permanente della Cei, in corso da oggi a Roma. Le «fondamentali tematiche antropologiche ed etiche» che «nella situazione attuale» a giudizio del card. Ruini «meritano speciale attenzione» sono «quelle del rispetto della vita umana dal concepimento al suo termine naturale e del sostegno concreto alla famiglia legittima fondata sul matrimonio, in particolare nei suoi compiti di generazione ed educazione dei figli, evitando invece di introdurre normative che ne comprometterebbero gravemente il valore e la funzione e non corrispondono ad effettive esigenze sociali». L'attenzione a queste tematiche, ha sottolineato Ruini , è l'unico modo per evitare quella «diaspora culturale dei cattolici» paventata da Giovanni Paolo II nel convegno ecclesiale italiano di Palermo '95, quando papa Wojtyla, ha ricordato oggi Ruini , avanzò il timore che ci fosse da parte dei cattolici una «facile adesione a forze politiche e sociali che si oppongano, o non prestino sufficiente attenzione, ai principi della dottrina sociale della Chiesa». In tale contesto il presidente della Cei ha definito «segnali indubbiamente preoccupanti «la presentazione e in alcuni casi approvazione in vari Consigli regionali di «proposte riguardanti le unioni di fatto che equiparano in larga misura i loro diritti a quelli delle famiglie legittime: alcune di queste proposte - ha sottolineato - puntano inoltre a essere trasferite al Parlamento nazionale, per diventare legge dell'intero Paese». Nella regolamentazione dei Pcs sta facendo da apripista la regione Puglia, ma una regolamentazione civile delle coppie di fatto è all'attenzione di altre amministrazioni locali.

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