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Martedì 23 Gennaio 2018 | 21:03

«Cirfeta non s'è suicidato, voleva testimoniare»

BUSTO ARSIZIO (VARESE) - E' stata eseguita oggi pomeriggio, all'ospedale di Busto Arsizio, l'autopsia sul corpo di Cosimo Cirfeta, il boss della Sacra Corona Unita, morto venerdì sera nel carcere di Busto Arsizio dove era rinchiuso.
Il medico legale Massimo Levratti non ha riscontrato ecchimosi o traumi e si è riservato 30 giorni per presentare al sostituto procuratore Criatiana Roveda la relazione, dovendo attendere l'esito degli esami tossicologici. Cosimo Cirfeta - secondo i primi rilievi - è morto annusando il gas della bomboletta del fornelletto usato per preparare il caffè. Un'abitudine diffusa fra i detenuti, ma che stavolta è costata la vita al collaboratore di giustizia che aveva testimoniato nel processo di Palermo a favore del senatore Marcello Dell'Utri, sostenendo che alcuni pentiti si erano messi d'accordo per accusare il parlamentare di rapporti con la mafia.
I legali che assistevano Cirfeta, gli avvocati Alfredo Biondi e Pasquale Tonani, sostengono che il loro assistito non può essersi suicidato in quanto, proprio il giorno prima, aveva scritto ai difensori dicendo che voleva testimoniare al processo di Palermo «il che contrasta - dice l'onorevole Alfredo Biondi - con qualsiasi volontà suicida».

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