Cerca

Domenica 24 Settembre 2017 | 12:15

«Mafia garganica mittente del pacco-bomba assassino»

E' la pista principale seguita dagli investigatori. Il 18enne Giorgio Palazzo (nella foto) è morto per le ferite riportate aprendo il plico esplosivo indirizzato a suo padre (un gioielliere di Sannicandro Garganico). Sua madre, Rosa Di Lella, è rimasta gravemente ferita e ha perso un occhio. Una seconda busta esplosiva, inviata al meccanico di automobili Vittorio Galasso, amico dell'orefice, non è scoppiata, sembra per un difetto di fabbricazione
Giorgio Palazzo, ucciso da un pacco bomba a Sannicandro Garganico SANNICANDRO GARGANICO (Foggia) - Non escluderebbero alcuna ipotesi, anche se la più accreditata sarebbe quella di una vendetta attuata dalla mafia garganica per ragioni in corso di accertamento, le indagini per far luce sull'attentato dinamitardo che ieri pomeriggio ha ucciso il 18enne Giorgio Palazzo, figlio di un gioielliere di Sannicandro Garganico. Il ragazzo, tornato a casa da scuola, ha aperto un plico di colore giallo inviato con posta prioritaria al padre, ed è stato investito dall'esplosione: è morto mentre veniva condotto in ospedale. Sua madre, Rosa Di Lella, è rimasta gravemente ferita e ha perso un occhio.
Una seconda busta esplosiva, inviata al meccanico di automobili Vittorio Galasso, amico dell'orefice, non è scoppiata, sembra per un difetto di fabbricazione: l'uomo, dopo aver visto all'interno dei fili elettrici, ha gettato lontano da sè il plico, spedito come l'altro da Foggia. I resti della busta esplosa e dell'involucro inviato al meccanico sono allo studio degli artificieri dei carabinieri. Non è escluso che siano mandati a centri scientifici di alta specializzazione. Non è stato confermato che l'esplosivo, almeno quello scoppiato, fosse plastico.
Secondo i militari del comando provinciale dell'Arma, coordinati dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, Vincenzo Russo, e dal sostituto Anna Landi, gli ordigni erano stati confezionati per uccidere. Lo ritengono soprattutto sulla base dell'esame dell'involucro inesploso.
La giovane vittima aveva partecipato lo scorso 18 febbraio ad una manifestazione nazionale 'contro le mafiè svoltasi a Reggio Calabria. Lo si è appreso dall'Unione degli studenti Puglia, associazione che ha annunciato iniziative di condanna che saranno tenute a Foggia martedì prossimo 21 marzo.
Secondo Cgil, Cisl e Uil della provincia di Foggia, la «mafia ha agito per uccidere dimostrando il gravissimo livello di barbarie raggiunto nella sua folle difesa di interessi criminosi e nel tentativo di condizionare e distorcere con l'illegalità la vita economica e sociale nella nostra provincia e, con esse, la democrazia e la libertà». «Mobilitiamoci contro le mafie e a difesa della legalita» sottolineano in un documento congiunto i sindacati che parteciperanno alla manifestazione del 21 marzo per condannare «l'ennesimo, gravissimo segno di una sempre più pericolosa e inquietante presenza mafiosa nel territorio».
Alla manifestazione ha annunciato la presenza anche Rita Borsellino, la quale afferma che il nome di Giorgio Palazzo deve «essere aggiunto a quello delle altre vittime di mafia, perchè Giorgio, al di là di ciò che c'è dietro questo pacco bomba e su cui farà luce la magistratura, è stato ucciso dalla stessa logica che anima Cosa nostra: la logica della violenza e della sopraffazione che colpisce tante vite innocenti».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione