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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 06:08

Traffico rifiuti: nei guai «insospettabili» pugliesi

13 persone sono state arrestate dai carabinieri del Noe di Bari e Napoli con l'accusa di aver fatto parte di un'associazione per delinquere dedita al traffico illecito di rifiuti. Tra loro imprenditori del Barese e il segretario provinciale di Bari del Prc
TRANI (BARI) - La discarica era la gallina dalle uova d'oro e - secondo l'accusa - ha permesso alle 13 persone arrestate oggi di gestire un business illecito di 200 milioni di euro in 16 mesi.
Per questo doveva essere riempita all'inverosimile di rifiuti per consentire al sodalizio criminale - composto da imprenditori del Barese e dal segretario provinciale di Bari del Prc - di fare cassa. E non importava se nella falda finivano polifenoli (sostanze altamente cancerogene) in qualità elevate; non interessava se le acque del sottosuolo, ormai inquinate, venivano utilizzate da ignari agricoltori per irrigare decine di frutteti. Alla banda interessava solo il business.
Per questo 13 persone sono state arrestate oggi dai carabinieri del Noe di Bari e Napoli con l'accusa di aver fatto parte di un'associazione per delinquere e di aver compiuto attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. I fatti risalgono al periodo compreso tra novembre 2004 e febbraio 2006.
La discarica incriminata (gestita dalla «Cobema srl») è a Canosa di Puglia, ma le indagini s'incentrano su Altamura e sull'entourage del noto imprenditore altamurano del settore dei rifiuti Carlo Dante Columella, di 62 anni, l'unico finito in carcere. Columella, ritenuto il capo dell'associazione per delinquere, è l'amministratore della Tradeco di Altamura e principale azionista della Cobema.
Del sodalizio - secondo i carabinieri - facevano parte anche le altre 12 persone poste ai domiciliari: l'ex sindaco di Altamura, ora segretario provinciale di Rifondazione comunista e candidato alla Camera del Prc, Raffaele Crivelli, di 52 anni, che dopo l'arresto ha ritirato la propria candidatura; il consigliere comunale di Altamura dei Socialisti autonomisti, Francesco Petronella, di 48, e i figli di Carlo Columella: Domenico, di 38, e Michele, di 39, vicepresidente della squadra di pallavolo femminile di A2 Lines Tradeco Altamura. Poi ci sono l'amministratrice della Cobema, Lucia Castoro, di 43 anni, e Vincenzo Fiore, anch'egli di 43 anni, amministratore delegato della Ecospi, società proprietaria tra l'altro della cava dei Dinosauri dove si trova la paleosuperficie sulla quale nel 1999 furono scoperte migliaia di impronte di dinosauri del Cretacico (80-75 milioni di anni fa). Gli altri arrestati sono Carmine Carella, di 54 anni, Sebastiano Mezzapesa, di 50, Giuseppe Calia, di 41, Pietro Dimino, di 40, Michele Berloco, di 42, Vincenzo Moramarco, di 41.
Secondo il pm inquirente del Tribunale di Trani, Michele Ruggiero, gli arrestati hanno prima riempito la discarica con 400 mila metri cubi di rifiuti, il doppio rispetto alla capienza: in questo modo hanno rotto la "camicia" che isola i liquidi prodotti dai rifiuti speciali dal suolo; poi hanno manomesso l'impianto di rilevazione dell'inquinamento della falda acquifera creando pozzi di monitoraggio che non pescavano nel sottosuolo gravemente inquinato. In questo modo - secondo l'accusa - i risultati degli esami delle acque del sottosuolo che fornivano durante i controlli erano sempre negativi.

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