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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:05

Ecco la vita in un campo profughi

A Bari, Medici Senza Frontiere ha allestito una piccola riproduzione d'un campo rifugiati. Spiega, al di là delle parole, la vita quotidiana di migliaia di persone
BARI - Un campo rifugiati per raccontare la vita quotidiana di migliaia di persone che fuggono dai loro Paesi per cercare condizioni di vita migliori: una piccola riproduzione di un campo profughi è stata allestita dall'organizzazione Medici senza frontiere nel cuore della città, in piazza Ferrarese a Bari, e vi resterà sino al 19 marzo prossimo.
«Si tratta - ha detto la responsabile Progetti di sensibilizzazione di Medici senza frontiere, Marta Moroni - del secondo appuntamento dopo Roma di questa mostra itinerante dimostrativa, che si sposterà successivamente a Napoli, Pisa, Bologna, Verona, Genova e si concluderà l'8 maggio a Milano. Si vuole raccontare la vita quotidiana di circa 33.000 rifugiati e sfollati presenti nel mondo e spesse volte ridotti a fantasmi silenziosi». «Vogliamo sensibilizzare l'opinione pubblica - ha aggiunto - sulle problematiche di quella parte del mondo che non ha voce. I visitatori potranno osservare da vicino gli alloggi, gli ambulatori, i punti di distribuzione dell'acqua e del cibo e le strutture di un campo profughi così come lo realizziamo in centinaia di realtà nel mondo».
«In questo percorso - ha precisato Moroni - si verrà guidati dai volontari di Medici senza Frontiere che non solo spiegheranno la struttura del campo profughi ma riporteranno anche le proprie esperienze e storie personali al servizio della collettività».
Nei giorni di permanenza a Bari sono previste altre inziative, fra cui un incontro (sabato pomeriggio) sul tema delle 'emergenze nutrizionalì e la mattina di domenica una proposta rivolta soprattutto ai bambini che potranno conoscere da vicino la realtà del campo profughi e dei loro piccoli amici che vivono in difficoltà dall'altra parte del mondo.
Soddisfazione per l'iniziativa di Medici senza frontiere è stata espressa dal responsabile regionale di Amnesty International, Domi Bufi - «a Bari, città frontiera, la cultura dell'accoglienza deve essere sempre alimentata e nutrita per crescere e svilupparsi» - e dall'assessore comunale alle culture, Nicola Laforgia. «Vogliamo sostenere iniziative di questo tipo - ha detto - affinchè cresca una nuova mentalità di integrazione delle diversità. La presenza nella nostra città di un campo di 'detenzionè per immigrati -Cpt- non è certo un bel segno di accoglienza, però vogliamo in qualche modo aprirci al mondo dei rifugiati per migliorare la nostra capacità di aprirci al mondo della pace e della fratellanza».

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