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Lunedì 25 Settembre 2017 | 13:50

Pm: «Uccise il padre». Assolto

Il gup del Tribunale di Bari, Giovanni Leonardi, ha assolto Antonio Silvestri. L'accusa: assassinò il padre (Pasquale) come prova di fedeltà al clan Libergolis-Romito
FOGGIA - Il gup del Tribunale di Bari Giovanni Leonardi ha assolto Antonio Silvestri, allevatore di 34 anni, dall'accusa di aver ucciso, assieme ad un complice, il padre Pasquale. Anche il suo presunto complice, Michele Cotugno, fabbro di 37 anni, è stato assolto al termine del processo celebrato con rito abbreviato durante il quale il pm inquirente della Dda di Bari, Domenico Seccia, aveva chiesto la condanna di entrambi gli imputati alla pena di 30 anni.
Secondo l'accusa, Antonio Silvestri assassinò il genitore per dare prova di fedeltà al clan mafioso foggiano al quale si voleva affiliare, quello dei Libergolis-Romito, rivale del gruppo Basta-Primosa-Alfieri, a cui era ritenuta vicina la vittima. Cotugno era accusato di aver ucciso Pasquale Silvestri sparandogli sei colpi di pistola calibro 7,65.
L'omicidio avvenne nella notte tra il 20 e il 21 maggio del 2000 all'interno della masseria della vittima, alla periferia di Monte Sant'Angelo (Foggia). Pasquale, soprannominato "Apicanese", era considerato dall'accusa un mafioso di vecchio stampo che non voleva schierarsi nella guerra che devasta Monte Sant'Angelo da 30 anni tra i gruppi mafiosi Libergolis (egemone) da un lato e Basta-Primosa dall'altro. Per questo - secondo l'accusa - l'allevatore 51enne fu ucciso dal figlio secondo un consolidato rituale mafioso.

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