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Martedì 26 Settembre 2017 | 05:33

Traffico rifiuti: arresti eccellenti

Tra i fermati l'imprenditore Carlo Dante Columella, amministratore della Tradeco, di Altamura (Ba) e gestore della discarica di Canosa e l'ex sindaco Raffaele Crivelli
BARI - Ci sono anche uno dei più grossi imprenditori pugliesi del settore dei rifiuti e il segretario provinciale di Rifondazione comunista (e candidato alla Camera per il suo partito) tra gli arrestati nell'operazione compiuta nella notte dai carabinieri del Noe per smantellare un traffico illecito di rifiuti nel barese.
L'imprenditore è Carlo Dante Columella, amministratore di una grossa società del settore, la Tradeco srl, di Altamura (Bari) e principale azionista della società Cobema che gestiva la discarica di Canosa di Puglia sulla quale si sono concentrate le investigazioni dei militari e della magistratura di Trani. L'esponente di Rifondazione comunista è Raffaele Crivelli, che è stato anche sindaco di Altamura e che è candidato alla Camera in uno dei posti al vertice della lista del Prc per la Puglia. Crivelli è dirigente della Tradeco: a quanto è stato reso noto, anche lui, con Columella e varie altre persone dell'entourage di quest'ultimo, è accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti.

L'OPERAZIONE DEL NOE TRA PUGLIA E ROMA. INQUINATA UNA FALDA
Un'operazione per smantellare un traffico illecito di rifiuti di rilevante entità è stata compiuta stamane dai carabinieri del Noe di Bari e da quelli dei comandi territoriali di Bari e provincia e di Roma che hanno eseguito ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 13 persone, in gran parte noti imprenditori del settore.
Il traffico - a quanto si è appreso - riguarda rifiuti proveniente da varie parti d'Italia. Nell'operazione - che è coordinata dal gruppo tutela ambiente dei carabinieri per il sud Italia, che ha sede a Napoli - sono impiegati oltre un centinaio di militari.
Agli indagati - per i quali sono state emesse ordinanze dalla magistratura di Trani (Bari) - sono contestati i reati di associazione per delinquere, di associazione finalizzata al traffico illecito di rifiuti e di inquinamento e di adulterazione della falda acquifera.
L'operazione che ha portato agli arresti - a quanto si è saputo - ha avuto una prima fase il 6 marzo scorso col sequestro da parte dei militari del Noe di una discarica nel territorio di Canosa di Puglia, nel nord barese, gestita dalla ditta Cobema, di Altamura (Bari).
Nella discarica - impianto del valore di 200 milioni di euro - i carabinieri hanno accertato, tra l'altro, che erano stati versati rifiuti per 400 mila metri cubi, circa il doppio rispetto alla capienza. Inoltre - a quanto si è saputo - sono state riscontrate alterazioni prodotte nell'impianto al sistema di rilevazione dell'inquinamento della falda acquifera: erano stati cioè fatti sparire - secondo gli accertamenti degli investigatori - i pozzi di monitoraggio della falda, perchè dai prelievi di routine sarebbe emerso che essa era stata gravemente inquinata, e ne erano stati creati altri che non pescavano nella falda e non davano quindi risultati negativi.
Nella discarica di Canosa - hanno accertato gli investigatori - venivano versati rifiuti provenienti da varie parti d'Italia.

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